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**Pensioni: Barbagallo, siamo stufi, non siamo salvadanaio, sentiranno nostra voce**

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Roma, 22 mar. (Adnkronos) – “Siamo il 23,5% della popolazione e vogliamo far sentire la nostra voce. Siamo stufi di essere trattati come un salvadanaio da rompere non appena ce n’è bisogno. Le persone anziane hanno ancora molto da dire e da dare al nostro Paese. Metteremo in campo le tutti gli strumenti necessari per far sentire la nostra voce, così che il Governo ci possa non solo ascoltare ma anche sentire”. Così Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uilp, dal palco dell’Assemblea nazionale, assicura che le ‘pantere grigie’ della confederazione di via Lucullo non si tireranno indietro nella mobilitazione in arrivo contro il governo Meloni e contro quel taglio della rivalutazione delle pensioni che ha decurtato gli assegni superiori a 4 volte il minimo dal 15% al 68% “penalizzando circa 3 milioni e mezzo di pensionati, circa il 28% del totale”.

“I pensionati hanno perso una parte significativa del loro potere d’acquisto. E’ stata tagliata la rivalutazione a pensioni da lavoro, di importo medio, frutto di anni e anni di contributi. Oggi dunque siamo qui perché abbiamo deciso di passare dalle intenzioni alle azioni perchè vogliamo essere protagonisti insieme ai lavoratori nelle mobilitazioni e nelle proposte. Siamo il 23,5% della popolazione e vogliamo far sentire la nostra voce”, scandisce. “Un taglio, quello delle rivalutazioni, tanto più grave perché deciso in un momento di forte crescita dell’inflazione, con un innalzamento straordinario dei costi dell’energia e dei prezzi dei beni di consumo”, aggiunge tornando a chiedere al governo interventi precisi. A cominciare da una revisione delle “modalità di calcolo e di recupero dell’inflazione da un anno all’altro” ad un paniere Istat più sensibile e rispondente ai consumi dei pensionati.

“Più pannoloni e meno pannolini, così sono cambiati i consumi nel nostro Paese”, esemplifica con la sua proverbiale ironia. E ancora: “va ampliata la platea dei beneficiari della quattordicesima e contemporaneamente va innalzato l’importo a chi già la riceve”. E infine il taglio delle tasse a lavoratori e a pensionati. “Si deve equiparare il trattamento fiscale tra lavoro dipendente e pensione, perché i pensionati pagano più tasse dei lavoratori”, rivendica insieme ad una riforma strutturale del sistema pensionistico, che riporti equità e flessibilità e non dimentichi i giovani.