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Pd, Noto: “Cambiare nome? Sì se sarà un soggetto nuovo in anima e dna, ma la forza del marchio è un capitale”

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Roma, 3 ott. (Adnkronos) – Al Pd va cambiato nome? “Difficile dire sì o no. Ci sono ragioni per entrambe le risposte, entrambe valide. No, perché il nome di un partito è un capitale ed una attrazione elettorale. Sì, se sarà un nuovo soggetto politico nell’anima e nel dna”. Così risponde all’Adnkronos il sondaggista Antonio Noto sui pro e contro di un cambio nome del Pd.

Tra le ragioni per il no, Noto argomenta: “La forza di un marchio è un elemento che trascina anche il consenso. Cambiarlo vuol dire ricominciare da capo con una strategia ben diversa, a partire dai dirigenti di oggi, che devono passare in seconda fila. C’è poi la questione posizionamento che il Pd fa fatica a trovare, preciso, ideale, di sintesi fra le due anime, Margherita e Ds, da cui nasce. Noi invece siamo passati da un mese all’altro da una alleanza con il M5s, ad una divisione traumatica, seppure nel Pd ci siano anche simpatizzanti dei 5s. Va quindi individuato un posizionamento preciso, da mantenere per fidelizzare l’elettorato”.

Il sì ad un cambio del nome dipende fondamentalmente da una ragione: “Se l’intenzione è creare un partito nuovo, con una nuova classe politica, nuove alleanze, un nuovo posizionamento. Sì, se davvero ci sarà un nuovo – conclude il sondaggista – che punterà prima sulle alleanze, poi sulla creazione del soggetto, quindi sul cambio del nome”. (di Roberta Lanzara)