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Pd: Ceccanti, ‘Manifesto attuale, frammentazione incentiva populismo’

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Roma, 6 dic. (Adnkronos) – “Se si esamina puntualmente il Manifesto Pd nelle sue riflessioni relative a democrazia e partecipazione se ne ricava ancora una sua sostanziale attualità di fondo”. Così Stefano Ceccanti intervenendo alla riunione del sottocomitato Pd su ‘Democrazia e partecipazione’.

Secondo il costituzionalista, “in particolare sembrano confermati i cinque pilastri che emergono dal testo” ovvero “la consapevolezza che niente come un sistema frammentato e rissoso incentivi il populismo”. Per questo va favorita “l’aggregazione in senso bipolare, come invece giustamente fanno in modo compiuto la legge sui sindaci e la forma di governo e il sistema elettorale delle Regioni”.

E poi “l’esigenza di una democrazia in grado di decidere, dentro un sistema di equilibri, in cui si inserisce anche la vocazione maggioritaria del Pd come scelta propria che vi contribuisce”, la “spinta federalista all’Unione europea” e “la valorizzazione del medesimo principio a livello interno per costruire un modello di autonomie e di federalismo solidali”. Ed infine, rispetto a democrazia e stato di diritto, “va arricchito” questo punto già presente “rispetto alla sfida negativa delle cosiddette democrazie illiberali”.

Per quanto riguarda la possibili integrazioni, Ceccanti osserva: “Il recente programma elettorale presenta alcune suggestioni ulteriori che volendo sarebbero integrabili, essendo del resto coerenti con quei pilastri” del Manifesto originario del Pd. Innanzitutto “l’esigenza di rendere più stringente la normativa oggi molto limitata sulla democrazia interna dei partiti”, poi “il rafforzamento della forma di governo parlamentare, sia sul versante Parlamento (l’impegno per la stabilità dei soggetti parlamentari e la loro tendenziale coincidenza coi soggetti presentatisi alle elezioni, penalizzando il trasformismo) sia quello del Governo (favorendo Governi realmente di legislatura).

Ed ancora “favorire la partecipazione a cominciare da quella elettorale (voto dove vivo) mantenendo gli standard di libertà e segretezza del voto, ma con modalità più moderne e adeguate” e ampliare “gli strumenti partecipativi anche col ricorso al digitale, da concepire sempre come complementari e non come sostitutivi del Parlamento”.