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Pd: Bettini, ‘candidature diversamente valide, nome ultimo dei problemi’

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Roma, 19 dic. (Adnkronos) – “Non è mio compito schierarmi sui nomi. Ci sono candidature diversamente valide. Il Pd è in mezzo al guado. Vive una sorta di “mezzadria dell’anima”. Occorre scegliere una visione del mondo, un programma politico e di merito sulle questioni fondamentali, le alleanze. Occorre chiarezza e non reticenza. Il conflitto vero è la premessa per stare insieme dopo. Debbo dire che l’avvio della fase costituente mi pare un po’ stanco e confuso. Si sta discutendo di una carta dei valori, che verrà definita dopo lo sviluppo delle piattaforme dei candidati. Una contraddizione di non poco conto”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, si esprime sulle prospettive del congresso dem in una intervista rilasciata al quotidiano ‘La Repubblica’.

“Cuperlo è un dirigente e un intellettuale di prim’ordine. La sinistra del Pd, che da anni svolge una battaglia concreta e coraggiosa, poteva esprimere una propria candidatura. Temo sia troppo tardi. Elly Schlein l’avverto più vicina circa la lettura critica del modello di sviluppo. Bonaccini è un ottimo amministratore e rivendica una radice storico-popolare che certamente non mi è estranea”.

“Il problema del Pd è politico. Sul gruppo dirigente non si può fare di tutta un’erba un fascio. Sarebbe pura demagogia “rottamatrice”. Ciascuno ha la sua storia e le sue responsabilità. Per quanto riguarda me, ho influenzato alcune fasi della sinistra, come la nascita del Conte II, in altre sono rimasto appartato. Detto questo, non cerco nulla se non continuare con passione politica a trasmettere qualcosa alle nuove generazioni. Il nome è l’ultimo dei problemi. Il Pd deve chiarire come si colloca nel conflitto moderno. Perché non è affatto vero che dopo l’89 c’è stata la fine della storia. Semmai l’inizio di un’altra storia, che ha disperso, svalutato, immiserito il lavoro. Anzi, i lavori. Se non si ricomincia da lì – per Bettini – non c’è la possibilità di una ripresa”.