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Nato, Rutte chiede più soldi per difesa. Lituania: “Armarsi o imparare il russo”

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(Adnkronos) – Nella ministeriale Difesa della Nato oggi si deciderà "che cosa serve per essere in grado di difenderci, ogni volta che veniamo attaccati. Per prepararsi si spende di più: quando si è veramente preparati per la guerra, non si viene attaccati". Ma tutto questo comporterà "un investimento extra considerevole". A spiegarlo è il segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte, a margine della riunione a Bruxelles. "Questo è il motivo – continua – per cui è previsto che all'Aia si decideranno obiettivi di spesa molto più alti, per tutte le nazioni della Nato. Dobbiamo investire nei nostri sistemi di difesa aerea, nei missili a lungo raggio, in formazioni terrestri, in sistemi di comando e controllo manovrabili. Tutto questo deve accadere", il che significa ingenti "investimenti, che servono in tutto il territorio della Nato". Occorre, quindi, far sì che, in termini di spesa per la difesa, "il Canada e l'Europa si equivalgano con gli Stati Uniti. Questo è importante, perché vogliamo una Nato giusta, in cui tutti gli alleati" spendano per le forze armate in uguale misura, spiega Rutte. Se gli alleati della Nato non vogliono ritrovarsi a Bruxelles "tra due o tre anni" constatando che sarebbe meglio "iniziare ad imparare il russo", devono spendere di più per armarsi. A dirlo è intanto la ministra della Difesa lituana Dovilė Šakalienė, a margine della ministeriale in corso nella capitale belga. "Tutti noi capiamo che, se vogliamo davvero garantire che la Russia non pensi nemmeno di violare i nostri confini, anche se probabilmente espanderà il suo impero in ogni caso, ma rivolgendosi altrove e non verso la Nato – afferma – allora dobbiamo anche rendere visibile la forza che abbiamo. Ciò significa diventare più robusti sia nelle capacità dell'industria della difesa, sia nelle dimensioni effettive delle nostre forze armate, sia nel numero dei diversi sistemi d'arma di cui abbiamo bisogno".  Se tutto questo, continua, "non accadrà nei prossimi due anni e se, Dio non voglia, non verranno prese decisioni interessanti riguardo alle sanzioni contro la Russia o ai negoziati con l'Ucraina, allora potremmo avere non tre o cinque anni, ma due o tre anni. E quando ci riuniremo di nuovo qui e diremo 'Ok, abbiamo fallito un po'. Forse dobbiamo iniziare a imparare il russo'", la conclusione. "Non credo che nessuno abbia fatto più del presidente Donald Trump per portare avanti la causa della Nato. Dev'esserci qualcosa di più di tenere conferenze: servono capacità pronte al combattimento. Siamo qui per continuare il lavoro iniziato dal presidente, con un impegno a portare la spesa per la difesa al 5%" del Pil "in tutta l'Alleanza, cosa che crediamo accadrà al summit dell'Aja", dice quindi il segretario alla Difesa degli Usa Pete Hegseth, prima della ministeriale Nato a Bruxelles.  "Il nostro focus è spesa al 5% e forze credibili e capaci. Poi, assicurarci che la Nato si focalizzi sulla sua missione principale, cioè la difesa continentale, dove gode di un vantaggio comparativo", spiega. Hegseth avrà oggi conversazioni "robuste" con gli alleati sugli obiettivi in termini di capacità militari, propedeutici a quelli riguardanti la spesa per la difesa che verranno fissati all'Aja. Per affrontare le "minacce" del mondo attuale, afferma Hegseth, gli Usa sono "pronti a fare un passo avanti", ma "abbiamo bisogno che i nostri alleati si facciano avanti. Noi stiamo al loro fianco. Ringrazio il segretario generale per l'aiuto in alcune conversazioni difficili, conversazioni necessarie. Parleremo con tutti i nostri alleati", perché "il 5%" del Pil nella difesa "è dove dobbiamo essere, considerando le minacce che affrontiamo nel mondo oggi. Avremo queste conversazioni in modo robusto e costruttivo", assicura.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

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