Mps: Bagnai, ‘Lega ha percorso di crescita, pronti a condividerlo con il Governo (2)

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(Adnkronos) – ”la banca -spiega Bagnai- ha iniziato a realizzare profitti secondo quanto il piano prevedeva e lasciarle migliorare i conti su un percorso autonomo è la strada più razionale per diversi motivi. Il primo è che l’istituto è uno dei pochi che svolge ancora il ruolo di banca, cioè eroga credito e riceve depositi. Eppoi, nonostante i costi reputazionali subiti, Mps ha ancora un enorme prestigio tra i risparmiatori, come dimostra l’andamento della raccolta. Per cui ritengo che sarebbe assolutamente delirante cancellarne il marchio. E in un contesto macroeconomico di crescita è chiaro che una banca che fa la banca genera valore”. E se la banca proseguirà il percorso di crescita allora è giusto chiedersi secondo l’economista cosa sia meglio non solo per Mps, ma per il sistema creditizio italiano. ”dove si vuole arrivare? A un unico monopolio bancario che fa tutto? Mi pare che già oggi abbiamo quasi un duopolio. E se tutti più o meno avvertono l’esigenza di un terzo polo allora ci si deve chiedere cosa si debba intendere per terzo polo”. Per La lega è importante ”trovare un assetto che non distrugga l’enorme asset immateriale rappresentato dal marchio e che l’ipotetica futura operazione crei un polo che si possa definire banca dei territori. Dove a capofila ci sia proprio l’istituto senese, risanato secondo i piani predisposti dall’istituto”.

E a chi tira in ballo leggi, regolamenti e obblighi comunitari, Bagnai ricorda cosa ha fatto la Germania: ”ha scelto di mantenere un numero elevato di piccoli istituti, oltre 1500, senza aggregarli in gruppi come abbiamo fatto in Italia, il che consente a una grande parte del credito erogato in Germania di non ricadere sotto la lente del vigilatore europeo. In Germania il sistema creditizio si basa su tre pilastri: pubblico, privato e cooperativo. L’Italia ha deciso di mettere tutto il nostro credito nelle mani del vigilante europeo e ad oggi il pilastro pubblico è rappresentato sostanzialmente da Mps e Banca del Mezzogiorno, un pubblico cioè spesso vissuto come un tentativo di porre rimedio a problemi, più che come un asset su cui puntare per lo sviluppo del paese. Ecco: forse ora potrebbe essere l’occasione per provare con Mps a rimodulare il ruolo del settore pubblico sulla base degli interessi degli italiani”.

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