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Morte Papa Francesco, dalle catacombe ai riti barocchi: il funerale pontificio nei secoli

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(Adnkronos) – Dalla clandestinità delle catacombe dei primi cristiani alle cerimonie funebri in mondovisione seguiti da miliardi di fedeli in tutto il pianeta. Il funerale del Papa, simbolo supremo di una transizione spirituale e istituzionale nella Chiesa cattolica, ha attraversato i millenni mantenendo una forza simbolica ineguagliabile. Ma l'ultimo viaggio di Papa Francesco non sarà come quello dei suoi predecessori. Le modifiche, già approvate il 9 aprile 2024, poi rese pubbliche il 4 novembre, riguardano elementi rituali che erano rimasti immutati nei secoli.  
Nei primi secoli del cristianesimo, i funerali papali si svolgevano in condizioni di estrema semplicità e spesso nella clandestinità. I pontefici martirizzati, come San Pietro, primo papa della storia, venivano sepolti nelle catacombe, tra i fedeli, lontani da occhi pagani. Nessun corteo, nessuna cerimonia pubblica: solo preghiere sussurrate e il coraggio dei primi cristiani. Con la libertà religiosa concessa dall'imperatore Costantino nel IV secolo, i funerali papali assunsero un tono più solenne. I papi venivano sepolti nelle basiliche costruite dai primi imperatori cristiani, come quella di San Pietro. I funerali divennero occasione per affermare il ruolo crescente della Chiesa nella società romana. 
Durante il Medioevo, il funerale papale si arricchì di simboli: nacque il rito della 'rottura dell'anello del Pescatore', la cerimonia d'inizio della Sede vacante, e la tradizione dei Novendiali, le nove Messe in suffragio dell'anima del papa defunto. Il camerlengo verificava la morte con un piccolo martello d'argento, mentre il Collegio dei cardinali preparava il conclave. Il lutto divenne ufficiale, codificato, teatrale. In alcuni casi, persino politico. Basti pensare al sinistro 'Concilio del cadavere' di Papa Formoso nel IX secolo: nel 897 il corpo Formoso, già defunto, fu riesumato e processato da papa Stefano VI. 
Con l'avvento del Rinascimento e dell'età barocca, il funerale papale divenne un evento artistico e pubblico di proporzioni spettacolari. Cortei, musiche funebri, monumenti tombali grandiosi: la morte del Papa era anche una dimostrazione di potere temporale e spirituale. Artisti come Gian Lorenzo Bernini contribuirono a trasformare la morte del pontefice in un’opera d’arte liturgica. 
Con l'Ottocento, la Chiesa si confrontò con nuove sfide (la perdita del potere temporale, l'unità d'Italia, la secolarizzazione) e i funerali papali si fecero più sobri ma rimasero solenni. Fu stabilita la regola delle tre bare concentriche (cipresso, piombo, legno) e la sepoltura avveniva quasi sempre nelle Grotte Vaticane. La liturgia si conservò in latino, con il canto del Dies Irae, fino al Concilio Vaticano II. Dopo i solenni funerali di Giovanni XXIII il 6 giugno 1963 e di Paolo VI il 13 agosto 1978, entrambi con la partecipazione di 100mila fedeli, nacquero i funerali 'planetari' dei papi. L'ultimo addio a Giovanni Paolo I, pontefice per soli 33 giorni ma subito entrato nel cuore dei fedeli, si tenne il 4 ottobre 1978 e fu trasmesso in diretta tv in vari paesi del mondo: al funerale parteciparono oltre 500mila persone, ma nei giorni precedenti, quando il corpo fu esposto nella Basilica di San Pietro, a rendergli omaggio fu oltre un milione di persone. 
Giovanni Paolo II, l'8 aprile 2005, fu il primo papa a ricevere un funerale seguito in diretta da oltre 2 miliardi di persone, con la folla in piazza Sa Pietro che gridava "Santo subito". Il suo corpo fu esposto in San Pietro per cinque giorni e milioni di fedeli si riversarono a Roma. Il suo successore, Benedetto XVI, primo papa emerito, ricevette il 5 gennaio 2023 esequie solenni, ma più sobrie, presiedute da un pontefice regnante – Francesco – un fatto senza precedenti nella storia moderna. Papa Francesco ha voluto mantenere nella sua morte la coerenza di una vita improntata alla semplicità e per questa ha disposto un rito funebre ancora più sobrio.  (di Paolo Martini) —[email protected] (Web Info)

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