Milano: stupri Capodanno, gip ‘arrestati si sono affrettati per posto in prima fila’
Milano, 18 dic. (Adnkronos) – Un “branco” che la sera di capodanno in piazza Duomo a Milano è entrato in azione più volte “approfittando della forza intimidatoria del gruppo e dell’effetto di sopraffazione” nei confronti delle giovani vittime e che dopo i primi arresti scattati lo scorso gennaio ha corso il rischio di avvertire “un senso di impunità pericoloso”. E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Milano Sonia Mancini nei confronti di quattro ragazzi – tre 20enni e un 19enne, tutti nati in Egitto – arrestati per le violenze sessuali commesse a due tedesche vicino alla statua dedicata a Vittorio Emanuele II e ad altre due ragazze a pochi passi da un fast food (c’è stata anche la rapina di un cellulare e di una borsa).
Gli arrestati (due ai domiciliari) “hanno partecipato ai fatti, senza limitarsi ad assistervi, ma tenendo una condotta attiva, accalcandosi intorno alle vittime (…), impedendo così alle stesse di sottrarsi alle molestie che stavano subendo” nonostante piangessero e chiedessero aiuto, così mostrando “un’incapacità di comprendere il disvalore delle proprie azioni” pensando “di non incorrere in conseguenze in quanto le loro azioni si sarebbero confuse con quelle collettive del gruppo”. I poliziotti della squadra Mobile, nell’inchiesta coordinata dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Alessia Menegazzo, sono riusciti a identificarli attraverso il fermo immagini di una telecamera di un giornalista e delle stesse riprese postate dagli indagati sui social.
Nei loro confronti c’è il rischio concreto che possano tornare a compiere reati dello stesso tipo, poiché ciascuno “ha rafforzato la prepotenza del gruppo, ma ha anche efficacemente ostacolato la difesa” delle vittime che si sono viste accerchiate, “in balia dei propri aggressori e impossibilitate a sottrarsi a ciò che stavano subendo”. C’è anche chi, tra gli arrestati, “si è affrettato per guadagnarsi un posto in prima fila accanto alle giovani, mentre queste venivano ancora abusate dai soggetti a lui vicini”. Le modalità “brutali” dell’azione risultano “gravi e preoccupanti soprattutto per il fatto di essere avvenute in un luogo pubblico e affollato, circostanza alquanto sintomatica in ordine alla totale assenza di freni inibitori negli indagati e, conseguentemente alla loro spiccata pericolosità sociale” conclude il gip.
