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Milano: lavoro a condannato per mafia, commissariata azienda all’Ortomercato

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Milano, 16 nov. (Adnkronos) – Il tribunale di Milano, Sezione autonoma misure di prevenzione, ha disposto l’amministrazione giudiziaria nei confronti della società Bertini specializzata nei lavori di progettazione ed esecuzione di lavori movimento terra. Una procedura – i vertici della società vercellese saranno affiancati da due amministratori – che ha come ottica l'”evidente necessità di rilegalizzazione” dell’azienda aggiudicataria dell’appalto Sogemi (partecipata dal Comune di Milano) per realizzare la nuova struttura logistica all’interno dell’Ortomercato. Sotto la lente dei giudici è finita la scelta di affidare, nell’ambito dell’appalto da 15,6 milioni di euro, servizi di trasporto alla Medi Opere srl.

La richiesta della misura di prevenzione sottolinea come Pietro Paolo Portolesi, condannato per associazione di stampo mafioso e considerato rappresentante di spicco della locale di ‘ndrangheta di Volpiano, arrestato nel giugno scorso in un’inchiesta della Dda di Milano con al centro anche lo smaltimento dei materiali dello scalo ferroviario di Porta Romana, dove verrà realizzata una parte del villaggio olimpico per le Olimpiadi invernali del 2026, “risulta titolare di fatto della società fornitrice Medi Opere srl che si è posta in parte come soggetto in grado di intimidire e condizionare l’attività della società Bertini srl ma, progressivamente, come soggetto giuridico accettato e agevolato dalla stessa società sul piano della frequenza dei rapporti di natura commerciale esistenti ed accertati intercorrenti fra le due imprese interessate dall’esecuzione delle opere di realizzazione della nuova piattaforma logistica all’interno del comprensorio alimentare di Milano, opere appaltate dalla Sogemi ed acquisite da Bertini srl”.

Da qui la necessità di un provvedimento per mettere al riparo l’azienda da un’infiltrazione “che si presenta in parte come subita per la capacità intimidatrice della persona fisica dominante (Pietro Paolo Portolesi) ma anche progressivamente accettata probabilmente per una sorta di convenienza economica”. I giudici ritengono che “diversi soggetti riconducibili alla Bertini srl – come accertato dalla conversazioni telefoniche – abbiano intrattenuto rapporti diretti con Pietro Paolo Portolesi – soggetto di fatto estraneo alla Medi Opere srl- con una evidente consapevolezza in merito alla conoscenza della reale riconducibilità della società legata da plurimi rapporti commerciali a soggetti fisici diversi rispetto a quelli indicati formalmente dalla compagine societaria fornitrice di servizi”. Una “evidente lacuna nel settore organizzativo interno nell’area del rapporto con i fornitori” a cui il tribunale di Milano cerca di dare una prima risposta.