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Metà degli over 50 ignora prevenzione per maculopatie e retinopatie

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Roma, 18 apr. (Adnkronos Salute) – Il 50% degli ultracinquantenni, la fascia di età più a rischio, non si sottopone a visite preventive per retinopatie e maculopatie. Questo uno dei principali risultati, diffusi dal Comitato Macula, dell’indagine di ‘TestaLaVista’ lo strumento di prevenzione online promosso dall’associazione. “E’ fondamentale sottoporsi a controlli preventivi regolari, specialmente nelle fasce di popolazione più a rischio”, afferma Massimo Ligustro, presidente del Comitato macula, l’associazione dei pazienti affetti da maculopatia e retinopatia, per la popolazione over 50, considerata la fascia più esposta, e in particolare a chi soffre di patologie predisponenti come il diabete.

Queste patologie oculari gravi che comportano la progressiva perdita della vista, sono anche tra le più insidiose perché silenziose – spiega l’associazione in una nota – si sviluppano senza sintomi evidenti sino a quando lo stadio non è così avanzato da compromettere la capacità di leggere, scrivere, riconoscere il volto delle persone, e compiere gesti anche semplici come infilare le chiavi nella serratura o versare l’acqua nel bicchiere. L’indagine svolta da ‘TestaLaVista’, con quasi 2 anni di attività e di raccolta dati, ha coinvolto 40mila persone, di cui 17mila di età superiore ai 55 anni: il 50% ha dichiarato di non aver svolto negli ultimi 2 anni una visita oculistica completa. La percentuale sale al 54% se si considera la fascia d’età 55-64 anni e che si attesta sul 46% se si fa riferimento agli over 65.

“I numeri forniti dal Comitato macula dimostrano una scarsa attenzione verso patologie che possono provocare la perdita progressiva della vista, come l’edema maculare diabetico – commenta Giuseppe Querques, specialista in Oftalmologia dell’Università Vita-Salute, Irccs San Raffaele di Milano -. Sono patologie che, invece, se individuate e trattate precocemente, potrebbero essere tenute sotto controllo con ottimi risultati. Il mio invito ai cinquantenni che non si siano mai sottoposti a una visita oculistica completa, è di farlo il prima possibile. Il medico – spiega – svolgerà un accurato esame del fondo oculare e, qualora lo ritenga necessario, potrà sottoporre il paziente a un eventuale esame Oct (tomografia a coerenza ottica) o indirizzarlo presso un centro oculistico dotato di questo macchinario sofisticato ma oggigiorno di largo utilizzo e diffusione”.

Un fattore che aumenta esponenzialmente il rischio di sviluppare le patologie della retina e della macula è il diabete – ricorda la nota – in particolare in relazione all’edema maculare (Emd), che rappresenta una delle prime cause di cecità nel mondo. Secondo l’indagine di ‘TestaLaVista’, tra coloro che non si sono rivolti all’oculista per una visita completa negli ultimi 2 anni, il 15% ha dichiarato di essere diabetico o di non escludere di esserlo. Eppure, il rischio non è da sottovalutare: basti pensare che dei 3,2 milioni di diabetici presenti in Italia, 1,1 presentano una retinopatia diabetica (35%), mentre 218 mila hanno edema maculare diabetico (6,8%).

Retinopatie e maculopatie sono patologie gravi, che possono pregiudicare la sfera professionale – arrivando alla perdita del posto di lavoro – così come quella sociale e personale, con un impatto notevole sulla qualità della vita di chi ne soffre e della sua famiglia. Le migliori armi per individuare e contrastare i primi segnali – ricorda il Comitato macula – sono prevenzione e diagnosi precoce, rivolte in particolare alla fascia della popolazione ‘senior’, più soggetta a questi rischi a causa dell’invecchiamento della retina e di un’eventuale, prolungata esposizione al diabete.

TestaLaVista è un test di autovalutazione online basato sull’osservazione di una serie di immagini a partire dalla griglia di Amsler, un metodo già collaudato dagli oculisti per intercettare con efficacia gli indizi di disturbi visivi associabili a problematiche maculari e retiniche. Già adottato da diverse Istituzioni della Regione Liguria, offre anche un punto di ascolto a chi dovesse risultare positivo e un primo indirizzamento al migliore percorso di diagnosi e di cura.

“La maculopatia è entrata nella mia vita 10 anni fa, facendomi scoprire, solo a quel punto, di essere diabetico e sconvolgendo la mia vita – racconta Ligustro – Credo fortemente in questo test, sebbene non sostituisca in alcun modo la visita oculistica completa. Sottoporsi al test non costa nulla, non è invasivo, non è complicato. Pochi minuti per capire se gli occhi potrebbero necessitare di controlli più accurati ed essere indirizzati da un operatore del Comitato macula verso il percorso migliore di diagnosi e cura. Uno sforzo minimo, insomma, per salvare la propria vista”.

L’Associazione ha anche altre iniziative in corso. “Con le Asl 3 e 4 della provincia di Genova – aggiunge il presidente – stiamo portando avanti un progetto di telemedicina nei Comuni dell’entroterra, sottoponendo gratuitamente a screening della vista i cittadini a rischio per sensibilizzare sui danni derivanti dalla perdita della patente di guida come conseguenza dell’ipovisione, stiamo lavorando per avviare istituzionalmente la campagna ‘Occhio alla strada’, coinvolgendo i Comuni, le autoscuole, i medici di Medicina generale e le farmacie. Sul fronte della politica sanitaria – conclude Ligustro – ci stiamo battendo per l’inserimento della maculopatia nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Infine, per fornire conoscenza, supporto e condivisione della patologia, stiamo costruendo ‘Macula Care’, la prima comunità digitale di persone con disabilità visiva”.