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Messina: pastificio bio fantasma e fatture false per 21 mln di euro, undici indagati

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Palermo, 24 set. (Adnkronos) – Avrebbero percepito indebitamente fondi pubblici per un importo di oltre un milione di euro. Una maxi truffa ai danni dello Stato con un giro di fatture false per 21 milioni di euro è stata scoperta dalla Guardia di finanza di Messina. Le Fiamme gialle hanno dato esecuzione a 11 misure cautelari: per tre indagati sono scattati gli arresti domiciliari, mentre per altri otto l’interdizione dall’esercizio dell’attività di impresa, in qualsiasi forma, per la durata di un anno. Sequestrato, inoltre, denaro contante per un valore di circa mezzo milione di euro. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Patti, Eugenio Aliquò, su richiesta della locale Procura. Le indagini, delegate dal procuratore di Patti, Angelo Cavallo, e dal sostituto Alessandro Lia, hanno consentivano di individuare nei pattesi S.P.G., 50 anni, e L.C., 41 anni, e nel gioiosano I.G.R., 30 anni, tutti destinatari degli arresti domiciliari, “i membri del direttorio di un complesso gruppo criminale – spiegano le Fiamme gialle -, pur gli ultimi due in posizione subordinata ma ai vertici di una strutturata associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, fino alla frode fiscale”. Sfruttando anche rapporti parentali e amicali, sotto la direzione di S.P.G., già con precedenti per reati contro il patrimonio e attualmente in carcere per un cumulo pene (per il quale dovrà scontare sette anni di reclusione), a partire dal 2016 sono state costituite 10 società, di cui due amministrate di diritto da L.C. e I.G.R., e le rimanenti 8 dagli altri indagati destinatari del provvedimento di interdizione.

“Tutte attività d’impresa soggettivamente e oggettivamente interconnesse – spiegano gli investigatori -, non solo per via dei rapporti interpersonali esistenti, ma soprattutto per la ritenuta fittizietà di numerosi rapporti economici intercorsi tra le stesse, formalmente attive in eterogenei settori d’impresa, dal commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari, all’attività di stampa, al commercio di macchine e attrezzature, alla costruzione di edifici e sino all’attività di catering e ristorazione, il tutto finalizzato all’ottenimento di ingiusti profitti”. Guadagni illeciti ottenuti non solo attraverso la produzione e l’utilizzo indiscriminato di false fatture per documentare il sostenimento di spese relative a quattro progetti d’investimento, assistiti dal Fondo centrale di garanzia della Banca del Mezzogiorno Mediocredito Centrale, ma anche per non aver onorato, successivamente all’avvenuta erogazione, gli impegni assunti con il contratto di finanziamento.

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