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Mattarella a Vienna: “Inaccettabile l’allusione all’uso di armi di distruzione di massa”

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(Adnkronos) – Le Nazioni Unite sono "uno strumento straordinario e insostituibile di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire". E' quanto ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo a Vienna, insieme all'omologo d'Austria, Alexander Van der Bellen, alle celebrazioni per il 25esimo anniversario della Convenzione delle Nazioni unite contro la criminalità organizzata transnazionale. "Il quadro geo-politico che abbiamo di fronte, dalla perdurante guerra di aggressione russa all'Ucraina, alla crisi in Medio Oriente, all'instabilità in diverse aree del continente africano, spesso associata a drammatiche crisi umanitarie, richiede con tutta evidenza un sostegno attivo dell'Onu, non certamente il suo smantellamento. Penso, ad esempio, all'esigenza di rafforzare – e non demolire – l'architettura relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari, in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all'impiego di armi di distruzione di massa".  "Non esistono -ha ribadito Mattarella- alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra i popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti".  "In un percorso durato ottan'anni le Nazioni Unite sono state protagoniste di progressi decisivi: dalla decolonizzazione al sostegno allo sviluppo sociale ed economico di miliardi di persone; dagli interventi per il mantenimento della pace alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Oggi l'Onu continua ad essere la cornice di riferimento fondamentale per affrontare sfide che travalicano i confini nazionali" dice il Capo dello Stato. "La promozione di un'agenda condivisa per la preservazione del nostro pianeta, le sfide poste dalla intelligenza artificiale, la tutela della salute globale, solo per citarne alcune – aggiunge Mattarella -. Il crimine organizzato rientra in questa categoria di sfide che richiedono una risposta internazionale costante e coordinata". "Il crimine organizzato può essere vinto a patto che le istituzioni e le varie articolazioni della società si riconoscano nei doveri condivisi di civica responsabilità. È vero nei contesti nazionali ed è vero a livello sovranazionale. Del resto, come si potrebbe pensare o pretendere di combattere in modo diverso e con successo attività criminali transnazionali?". "Giovanni Falcone – ha quindi ricordato il Capo dello Stato – aveva intuito l’importanza della cooperazione internazionale come strumento per contrastare la criminalità organizzata: dai traffici illeciti alla movimentazione dei proventi di reato per il loro riutilizzo e riciclaggio. Forte di questa convinzione, Falcone aveva guidato – proprio in questo edificio – la delegazione italiana alla prima sessione della Commissione Onu per la Prevenzione del crimine e per la giustizia penale, nel 1992, poche settimane prima del suo assassinio. La sua visione venne condivisa e sviluppata giungendo all’avvio dei lavori per la redazione della Convenzione di Palermo. Oggi, qui, a Vienna, rinnoviamo solennemente il nostro impegno contro la criminalità organizzata. Si tratta di una comune responsabilità morale che appartiene alla comunità internazionale nel suo insieme, e deve unirla". 
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