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**Maltempo: Lombardia al top per monitoraggio e gestione criticità, in arrivo dal Pnrr 2,49 mld**

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Milano, 25 mag. (Adnkronos) – La Lombardia al top della classifica delle regioni più virtuose nel monitoraggio e nella gestione dei rischi idrogeologici e di alluvione. E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Ispra sulla piattaforma Idrogeo, che contiene i risultati dei rapporti triennali sul dissesto idrogeologico del Paese. Lo strumento, nato nel 2020, mette a disposizione di tutti i cittadini, che possono consultare il sito liberamente da pc o da smartphone, una imponente mole di elementi, tra analisi, mappe e statistiche, che consentono di tracciare un quadro aggiornato sulle condizioni dei territori e sui rischi di frane ed alluvioni.

La Lombardia, intanto, presenta un territorio sostanzialmente diviso in due parti, una delle quali rappresentata dalla pianura, l’altra montano-collinare. Ed è proprio quest’ultima quella maggiormente interessata dalle aree dove la pericolosità e gli indici di rischio per frane sono classificati ‘elevati’ o ‘molto elevati’. Si tratta, in particolare, della fascia distribuita tra le province di Sondrio, Bergamo, Lecco, Brescia, Como e Pavia. In questo territorio il quadro che emerge è di un contesto che gli esperti dell’Ispra definiscono ‘all’avanguardia’ per il monitoraggio e la gestione del rischio.

Alla base del giudizio degli esperti c’è una collaborazione tra il dipartimento di Protezione civile della Regione Lombardia e la sezione lombarda di Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, con il suo Cmg-Centro di monitoraggio geologico, per monitorare le frane in tempo reale e studiarne l’evoluzione nel corso del tempo. Attraverso strumenti di monitoraggio e controllo dei movimenti del suolo, sulla scorta dell’esperienza maturata a seguito delle frane di Gallivaggio, in provincia di Sondrio, nel 2018 e di Tavernola Bergamasca, sul lago d’Iseo, nel 2019, sono stati progettati e messi in atto diversi interventi utili per prevenire o gestire al meglio le criticità. E sono state anche pubblicate alcune linee guida su cosa è meglio fare prima, durante e dopo un evento franoso. Una vera e propria ”best practice” all’insegna della sicurezza del territorio.

Non sono stati pochi, in questi anni, gli investimenti per la difesa del suolo: dal 1999 sono stati 849 i milioni spesi dal ministero dell’Ambiente e dal ministero dell’Interno per un totale di 896 interventi sulla sola Lombardia. E ora ne arriveranno molti altri con il Pnrr: un totale di 2,49 miliardi di euro, che verranno gestiti per metà dal ministero dell’Ambiente e per metà dal Dipartimento della Protezione civile del ministero dell’Interno. Tutto starà ora nel rispetto dei tempi di realizzazione comunicati all’Unione europea, anche se gli esperti si dicono “molto fiduciosi”, visto che nella quasi totalità dei casi si tratta di progetti già avviati.