**Mafia: processo Trattativa, per la difesa è ‘una favoletta inventata’/Adnkronos** (2)

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(Adnkronos) – Nella ricostruzione dell’accusa “un ruolo decisivo in questa situazione di convivenza gattopardesca lo ha avuto anche Marcello Dell’Utri, che nella fase di elaborazione di un progetto di un nuovo soggetto politico, e poi nella fase elettorale – 1993/1994 – ha curato la tessitura di relazioni e poi la propaganda con cosa nostra e ‘Ndrangheta alle quali ha dovuto fare promesse, poi tramutatesi in richieste veicolate al presidente del Consiglio”. La Procura generale aveva parlato di “menti raffinatissime che avevano sostenuto la coabitazione tra il potere criminale e le istituzioni, avviando la trattativa”. Ma per la difesa dell’ex senatore Dell’Utri, “questo processo è il peggior prodotto del nostro sistema democratico”, come ha detto l’avvocato Francesco Centonze.

Secondo la difesa Dell’Utri “in 25 anni sono state fatte ricostruzioni diverse su un periodo storico molto limitato, i sette mesi nei quali Silvio Berlusconi è stato Presidente del Consiglio nel 1994”. La “fabbrica delle narrazioni” l’ha definita l’avvocato Centonze, per il quale l’unica domanda da porsi è la seguente: Marcello Dell’Utri ha trasmesso la minaccia a Silvio Berlusconi, ponendosi dalla parte della mafia e tentando di estorcere qualcosa allo stesso Presidente del Consiglio? Perché la percezione della minaccia deve per forza di cose essersi tradotta in una coartazione. La minaccia era stragista e come tale doveva essere trasmessa e recepita dalla controparte, ma per la difesa non ci sono prove della sua trasmissione da Dell’Utri a Berlusconi. Dell’Utri era già stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.

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