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Mafia: motivazioni ‘Borsellino quater’, ‘Il giudice non fu ucciso per la trattativa’/Adnkronos

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Palermo, 20 gen. (Adnkronos) – La trattativa tra Stato e mafia non avrebbe accelerato la condanna a morte del giudice Paolo Borsellino. Adesso è scritto, nero su bianco, nelle motivazioni del processo d’appello ‘Borsellino quater’, depositate dai giudici della Corte d’assise d’appello di Caltanissetta che nel novembre del 2019 hanno confermato la sentenza di primo grado a carico dei cinque imputati, tra cui l’ex pentito Vincenzo Scarantino. “Non può condividersi l’assunto difensivo secondo cui la ‘Trattativa Stato-mafia’ avrebbe aperto ”nuovi scenari” in relazione alla ”crisi dei rapporti di Cosa Nostra con i referenti politici tradizionali” e al possibile collegamento fra ”la stagione degli atti di violenza” e l’occasione di ”incidere sul quadro politico italiano” con riferimento a coloro che ”si accingevano a completare la guida del paese nella tornata di elezioni politiche del 1992” – scrivono i giudici nelle 377 pagine di motivazioni – Invero, gli elementi acquisiti nel presente procedimento consentono di affermare che l’uccisione del giudice Paolo Borsellino, inserita nell’ambito di una più articolata ”strategia stragista” unitaria, sia stata determinata da Cosa Nostra per finalità di vendetta e di cautela preventiva”. L’accusa era rappresentata dal Procuratore generale Lia Sava e dai sostituti Antonino Patti, Carlo Lenzi, Lucia Brescia, Fabiola Furnari.

“Ed è anche logico affermare che vi sia stata una finalità di ”destabilizzazione” intesa ad esercitare una pressione sulla compagine politica e governativa che aveva fino a quel momento attuato una drastica politica di contrasto all’espansione del crimine organizzato mafioso”, scrivono i giudici . ”Deve essere ritenuta ancora attuale la valutazione espressa dai Giudici Supremi in seno alla prima sentenza emessa nel procedimento ‘Borsellino ter’ relativamente alla incidenza che la cosiddetta ‘Trattativa Stato-mafia’ avrebbe avuto sulla deliberazione della strage di via D’Amelio anche alla luce delle ulteriori acquisizioni probatorie cristallizzate nel presente procedimento”, dicono ancora i giudici.

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