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Mafia: memoriale Mori e De Donno, ‘infondata l’informazione di Report, ecco perché’

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Palermo, 11 gen. (Adnkronos) – “Con la presente memoria ci si permette di evidenziare l’infondatezza e l’incompletezza informativa di alcuni dei temi trattati nella trasmissione di Report del 4 gennaio 2021 connessi alle condotte contestate ai nostri assistiti, ritenendo che l’invito rivolto a consultare almeno le due sentenze passate in giudicato (Mori Obinu e Mannino) – purtroppo non accolto -avrebbe consentito al servizio pubblico di informare più adeguatamente i telespettatori”. Inizia così la memoria lunga 23 pagine inviata dai legali del generale Mario Mori e del colonnello Giuseppe De Donno al Capo dello Stato Sergio Mattarella ma anche al vicepresidente del Csm, David Ermini, al Presidente dell’Antimafia Nicola Morra. Gli avvocati Basilio Milio e Francesco Romito chiedono “l’esercizio dei previsti poteri di controllo e vigilanza a tutela dei principi di rango costituzionale, che soprattutto chi gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo deve sempre rispettare e garantire”.

I legali, che hanno deciso di rivolgersi anche al presidente della Rai Marcello Foa e al presidente della commissione di Vigilanza Alberto Barachini, sostengono che il programma avrebbe omesso quanto sostenuto da una serie di sentenze definitive. Ed ecco alcuni stralci della lettera: “Sia il dottor Di Matteo che, più volte, il conduttore ed anche la voce narrante, nel corso della trasmissione, hanno affermato che il Generale Mori è ‘l’uomo che ha condotto la trattativa con la mafia nel periodo stragista’. Una imparziale informazione avrebbe, quanto meno, fatto conoscere ai telespettatori che: Già nel 2006 i Giudici che hanno assolto il generale Mori ed il capitano De Caprio hanno scritto: ‘Se gli elementi di carattere logico e fattuale di cui sopra sono idonei a smentire l’ipotesi della “trattativa” mafia-Stato avente ad oggetto la consegna del Riina, deve concludersi che più verosimilmente l’iniziativa del generale Mori fu finalizzata solo a far apparire l’esistenza di un negoziato, al fine di carpire informazioni utili sulle dinamiche interne a Cosa nostra e sull’individuazione dei latitanti”.

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