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Mafia: figlio maresciallo Lombardo sentito dall’Antimafia, ‘E adesso voglio la verità’ (2)

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(Adnkronos) – Ieri sera, alla fine dell’audizione davanti alla Commissione antimafia, Fabio Lombardo ha consegnato ai parlamentari che lo hanno ascoltato alcune foto che ritraggono il corpo del padre senza vita nella macchina in cui venne rinvenuto, all’interno della caserma Dalla Chiesa. “Abbiamo parlato della presunta traiettoria, dell’ogiva e tutti erano scioccati e si chiedevano ‘Come è stato possibile?’. – dice ancora Fabio Lombardo – Erano increduli. Ho spiegato tutte le cose che non sono state fatte in questi anni. Adesso mi aspetto che si possa finalmente fare luce sulla morte di mio padre”. Fabio Lombardo, che non si è mai fermato alla ricerca della verità, ha “un solo desiderio”. “Vorrei tanto che non si parlasse più, mai più, del ‘suicidio del maresciallo Lombardo’, perché non è stato un sucidio”. “Ho detto in Antimafia che il maresciallo Lombardo è stato sì un maresciallo di paese, e non penso che sia una vergogna essere un maresciallo di paese. Ma da quella caserma passava chiunque a prendere informazioni, dai servizi segreti al Ros, alla Polizia ai magistrati – dice – Quando il maresciallo cattura Totò Riina o porta la notizia dell’arrivo del tritolo per Paolo Borsellino non faceva parte del Ros. Non penso che sia necessario appartenere a un corpo speciale per essere un grande investigatore”.

All’audizione erano presenti, tra gli altri, l’ex Procuratore nazionale antimafia ed ex Presidente del Senato Pietro Grasso, che ha coordinato numerose inchieste antimafia e Piera Aiello, ex M5S, testimone di giustizia e cognata di Rita Atria, la ragazza che aveva iniziato a parlare con Paolo Borsellino e poi si suicidò dopo la strage di Via D’Amelio. “Piera Aiello ha voluto ricordare l’incontro alla caserma di Terrasini con mio padre e Borsellino – dice Fabio Lombardo -E ha ricordato la fiducia di Borsellino nei confronti di mio padre”.

Un’audizione lunga, lunghissima, nel corso della quale il figlio del maresciallo Lombardo ha raccontato tutta la vicenda del padre, “non tralasciando nulla”, dice. “Io penso che i parlamentari abbiano capito – dice – io ho detto una cosa: che sono venuto qui soprattutto per eliminare la parola ‘suicidio’ da tutta questa vicenda. Perché nessuno può parlare con sicurezza di suicidio perché non c’è un solo elemento che porti al suicidio. Non si può dire che un cadavere trovato con la pistola vicino è un suicidio, senza avere fatto una serie di accertamenti, senza neppure avere fatto l’autopsia”. (di Elvira Terranova)

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