M5S: espulsi per no fiducia a Draghi, Grillo apre a ipotesi reintegro/Adnkronos
Roma, 1 mar. (Adnkronos) – Trentasei parlamentari, 15 al Senato e 21 alla Camera. Numeri importanti, su cui si interrogano tra Genova, Roma e Milano. Sono gli ultimi espulsi in casa 5 Stelle: 15 senatori e 21 deputati ‘rei’ di non aver dato la fiducia al governo Draghi, tra voti contrari, astensioni e assenze strategiche. Trentasei parlamentari fuori dai gruppi parlamentari, mentre i probiviri hanno aperto il procedimento disciplinare nei loro confronti. Lo Statuto parla chiaro: se sei espulso dal gruppo parlamentare, allora sei fuori anche dal M5S.
Ora però i vertici dei 5 Stelle, Beppe Grillo e Davide Casaleggio in testa, si stanno interrogando sulla possibilità di riammettere i ribelli al governo tecnico, con un atto di clemenza che potrebbe contraddistinguere il nuovo corso ‘contiano’ del Movimento. All’insegna di una pax interna che cancelli con un colpo di bianchetto le divisioni e i cartellini rossi delle ultime settimane. Grillo -da Statuto l’unico che potrebbe intestarsi una scelta simile- sembrerebbe a tratti convinto della necessità di procedere, dicono all’Adnkronos fonti molto vicine al garante. “Ne parla, si sta interrogando se procedere e potrebbe addirittura farlo a breve”, racconta chi gli è vicino.
Conscio anche delle ripercussioni legali -con gli inevitabili contraccolpi economici- delle 36 espulsioni, con alcuni dei ‘cacciati’, Nicola Morra e Barbara Lezzi in testa, che promettono battaglia, anche in Tribunale. “Se chiedono danni e il giudice dovesse dargli ragione, allora sono guai…”, si ragiona in ambienti pentastellati.

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