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Iran, Giorgetti: “Riapertura Hormuz cambia scenario, non significa che situazione risolta”

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(Adnkronos) – “Ogni giorno lo scenario cambia, quindi vuol dire che l'incertezza – che è il tratto dominante delle discussioni di questi giorni – volge oggi al bello, ma questo non significa che la situazione sia risolta”, ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla notizia della riapertura totale dello Stretto di Hormuz. Giorgetti, che è stato a Washington DC per gli Spring Meetings del Fondo Monetario Internazionale, ha parlato con i giornalisti al termine del suo viaggio istituzionale per fare un punto della situazione dopo i giorni trascorsi nella capitale americana. In particolare, per parlare dell’incontro con il Segretario del Tesoro statunitense, Scott Bessent. “Nell'incontro con il segretario Bessent, come sempre amichevole, naturalmente sono emersi dei punti comuni di visione, anche strategica. Prima tra tutti, la necessità di rendersi autonomi sotto il profilo dei materiali critici e delle materie prime critiche. Naturalmente poi ci sono interessi, talvolta diversi, che soltanto il dialogo continuo può portare a dei buoni compromessi per entrambi”, ha rivelato il ministro.  La crisi energetica, dovuta alla chiusura dello Stretto di Hormuz, non ha colpito duramente l’Italia come in passato per via del miglioramento dell'efficienza energetica italiana, ha dichiarato il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, in viaggio istituzionale insieme al ministro. “Dopodiché abbiamo delle condizioni migliori: la principale è questa qui, e diamo credito al Ministro, e che i conti sono sotto controllo. Non c'è stato un allarme sui conti pubblici. Non è che questo voglia dire che ci possiamo rilassare, vuol dire che bisogna continuare ad essere attenti. A tenere sotto controllo la finanza pubblica. Abbiamo un sistema bancario che è un sistema bancario forte. Abbiamo aumentato il livello degli investimenti, quindi tutto sommato la situazione è positiva”, ha affermato Panetta. Di fronte alla reazione dei mercati, che molti analisti hanno definito troppo compiacenti, Panetta ha sottolineato che sono in prevalenza quelli americani a esserlo, vista l’autonomia energetica di cui godono gli Stati Uniti e che porta l’economia statunitense a crescere continuamente.  Per l’Italia lo scenario è positivo, ma Giorgetti ha sottolineato come i mercati siano imprevedibili a prescindere: “I mercati sono razionali, ma anche irrazionali. Ragionano sull'immediato e sulle aspettative. Quindi bisogna vedere le tendenze di lungo periodo, non semplicemente il su e giù giornaliero. In questi giorni qualsiasi dichiarazione, qualsiasi situazione, può portare le quotazioni su e giù. E io penso che dobbiamo avere la razionalità e il sangue freddo per valutare la dinamica di lungo periodo. E la dinamica di lungo periodo per quanto riguarda l'Italia e la borsa italiana è favorevole. E speriamo che continui così”. Di fronte al fatto che il Fondo Monetario Internazionale abbia definito poco saggia la mossa del governo Meloni di tagliare le accise sui carburanti per contrastare gli effetti della chiusura di Hormuz, Giorgetti è stato chiaro: “Diciamo che nella prospettiva di carattere tecnico può avere un senso. Chiaramente chi fa politica è chiamato a fare anche altri tipi di valutazione. Credo che i poveri ministri delle finanze non siano molto invidiati in questo momento. Diciamo così, gli incontri di questi giorni, anche a livello europeo, hanno confermato lo stato di disagio. E la richiesta anche alla Commissione europea di assumere decisioni urgenti, rapide ed efficaci per contrastare quella che, speriamo, sia una situazione temporanea”. Helge Berger, del Dipartimento europeo del FMI, in conferenza stampa a Washington, aveva detto che l'Italia ha "spazi per migliorare la crescita, che ai livelli attuali resta insoddisfacente: ci auguriamo ulteriori progressi in questa direzione". Nella strada che porta al consolidamento fiscale, il Fondo sottolinea che servano riforme e programmi precisi.  Tuttavia, il ministro dell’Economia non reputa negativamente tali valutazioni. “Diciamo che sono valutazioni molto migliori rispetto a quelle di tre anni fa, quando sono arrivato qua per la prima volta. E quindi questo è un buon segno. Dopo di che, il percorso che abbiamo intrapreso continua. Certo è che situazioni, che non dipendono da noi, di carattere eccezionale rischiano di creare problemi e contraccolpi non soltanto all'Italia, all'Europa, ma direi all'economia globale”.  Giorgetti e Panetta si sono incontrati in questi giorni, come di consueto, con le agenzie di rating, per uno scambio di vedute che è stato definito come “franco e cordiale”, ma senza aggiungere altri dettagli. Tuttavia, un nuovo elemento internazionale è apparso nel confronto. “L'elemento nuovo – rispetto alla sicura traiettoria che avevamo – è questa situazione internazionale che naturalmente, se dura nel tempo, provocherà dei contraccolpi per tutti, non soltanto per l'Italia”. In tutto ciò, per quanto riguarda il successore di Jerome Powell alla Banca Centrale americana, Kevin Warsh, il governatore Panetta si aspetta che faccia il banchiere centrale, in quanto è un economista di qualità. “È già stato alla Riserva Federale in passato. Ha una reputazione da difendere e mi aspetto che svolga il suo compito con la massima dedizione e la massima correttezza”, ha detto il governatore. (di Iacopo Luzi) 
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