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Imprese: Confindustria, ‘in Lombardia smart working ha portato vantaggi in 3 su 4’

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Milano, 20 giu. (Adnkronos) – Nel 2022 in Lombardia, il 48% delle aziende ha utilizzato lo smart working coinvolgendo il 32% dei lavoratori eligibili. I ¾ delle aziende lombarde ha avuto un vantaggio nell’introduzione dello smart working mentre solo 1/3 ha segnalato qualche tipo di criticità. E’ quanto emerso durante il webinar ‘I numeri per le risorse umane: i risultati delle indagini Confindustria sul lavoro come strumento per gli Hr manager’, organizzato da Confindustria Lombardia con altre 23 associazioni territoriali.

Il webinar ha rappresentato l’occasione per esporre i dati della edizione 2023 del progetto, che coinvolge da diversi anni un numero sempre crescente di associazioni confindustriali, con l’obiettivo di monitorare annualmente le dinamiche del mercato del lavoro. All’edizione 2023 del monitoraggio, che ha coinvolto in maniera omogenea dal punto di vista territoriale e dimensionale oltre 2 mila aziende del sistema Confindustria, per un totale di quasi 400 mila addetti, hanno aderito 23 associazioni che, a integrazione dell’indagine nazionale, hanno analizzato quattro diverse aree del mercato del lavoro: gestione del personale, organizzazione del lavoro, politiche di assunzione, tassi di assenza.

Tra i principali risultati dell’indagine delle 23 associazioni di Confindustria è emerso che per far fronte all’aumento dell’inflazione nel 2022, il 57,6% delle imprese è intervenuta a sostegno del potere d’acquisto delle retribuzioni; lo strumento più utilizzato a supporto dei lavoratori è stato il welfare aziendale (62%); il 63% ha erogato premi di risultato e il 29% ha affermato di essere alle prese con processi di ricambio generazionale. L’80% delle aziende ha effettuato ricerche di personale e tra queste il 70% ha avuto difficoltà a trovare le figure professionali ricercate: ne consegue che il 56% delle imprese ha difficoltà a reperire lavoratori. Il 51% delle aziende ha utilizzato lo smart working nel 2022 coinvolgendo il 28% dei lavoratori eligibili. Tra i vantaggi dell’uso dello smart working indicati dalle imprese vi sono l’attrazione e la fidelizzazione delle risorse umane (51,5%) e la riduzione dell’assenteismo (48,8%).

In Lombardia sono state 892 le aziende associate al sistema confindustriale lombardo, per 260mila addetti, che hanno collaborato all’indagine. E i risultati forniti testimoniano una elevata vitalità e capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato del lavoro regionale.

Il 63% delle aziende ha messo in atto interventi per far fronte all’aumento dell’inflazione nel 2022. Chi non l’ha fatto è stato principalmente per vincoli finanziari e competitivi, più raramente hanno ritenuto spettasse al Ccnl farlo. Lo strumento più utilizzato è stato il welfare aziendale, scelto dal 64% delle imprese. Il 65% delle aziende ha erogato dei premi di risultato. Il 64% mette a disposizione il welfare aziendale con forti differenze dimensionali: tra le imprese di grandi dimensioni l’85% applica welfare aziendale, tra le medie il 51%, le piccole imprese il 44%; a livello settoriale il welfare è più diffuso in ambito industriale (67%) rispetto ai servizi (58%).

L’indagine, in particolare, ha riscontrato che il 28% delle imprese lombarde è alle prese con un ricambio generazionale a fronte del quale vengono riscontrate difficoltà di reperimento di nuove risorse professionali. Il 47% incontra specifiche difficoltà in riferimento a mansioni manuali e tecniche, a conferma della necessità, ben nota e più volte ribadita da Confindustria, che si debba rafforzare l’orientamento e i percorsi formativi professionalizzanti.