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Ibc, con rincari e penuria materie prime a rischio tenuta 33mila imprese beni consumo

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Roma, 12 mag. (Adnkronos) – Rincari e penuria di materie prime, impennata dei prezzi dell’energia, criticità nella movimentazione delle merci su scala globale mettono a rischio la tenuta delle 33mila imprese che in Italia producono beni alimentari e non food. A lanciare l’allarme è Ibc, Associazione Industrie Beni di Consumo, nel corso del convegno “Energie e sinergie per la filiera”, svoltosi oggi a Milano (FOTOGALLERY).

«Se aggiungiamo la crescita delle “spese obbligate” delle famiglie, che penalizza il potere d’acquisto con conseguenze negative sulla domanda, potremmo andare verso una grave crisi economica e sociale», ha sottolineato il presidente di Ibc, Alessandro d’Este, presidente e amministratore delegato di Ferrero Commerciale Italia. «In gioco non c’è solo la competitività dell’industria: tutte le realtà presenti a monte e a valle delle filiere del consumo sono in sofferenza. Le piccole e medie imprese rappresentano l’ossatura della struttura industriale del Paese, assicurando occupazione e redistribuzione della ricchezza. La loro situazione di difficoltà dovrebbe rappresentare un campanello di allarme per l’intera collettività».

Da qui l’esigenza di interventi di breve e di medio termine. L’ambito su cui Ibc focalizzerà l’attenzione è l’efficienza/efficacia operativa del rapporto con la moderna distribuzione.

«Insieme possiamo individuare importanti aree su cui agire, generando riduzioni di costo utili per sostenere i conti di un settore strategico dell’economia italiana», ha sostenuto d’Este. A questa priorità il presidente di Ibc aggiunge l’esigenza di confrontarsi con il governo per «evidenziare la posta in gioco e individuare azioni di sostegno efficaci e concretizzabili in tempi ragionevoli». Tra le proposte, sostenute insieme alla moderna distribuzione, ci sono il ripensamento delle aliquote Iva sui prodotti di largo consumo, il calmieramento del costo dell’energia e la stabilizzazione dei prezzi dei carburanti per l’autotrasporto.

«È indispensabile», ha concluso d’Este, «avviare al più presto un ampio confronto, analizzare le dinamiche in cui operiamo e individuare le soluzioni migliori per affrontare una gravissima emergenza, che può pregiudicare il futuro di componenti fondamentali dell’economia italiana e la competitività del nostro Paese».

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