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**Governo: Meloni vede Fontana, rispetto Camere, ridurre decretazione d’urgenza**

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Roma, 20 gen. (Adnkronos) – E’ una questione di coerenza, innanzitutto. Per chi, a lungo, è stata sugli scranni dell’opposizione battagliando a gran voce contro il ricorso sistematico alla decretazione d’urgenza. Oggi il premier Giorgia Meloni, nella colazione di circa un’ora e quaranta con il presidente della Camera Lorenzo Fontana, ha parlato anche di questo, e della via maestra da intraprendere per limitare il ricorso a una ‘ strada preferenziale’ che finisce, però, per mortificare il ruolo del Parlamento. E che la stessa Meloni, da presidente del Consiglio, ha battuto in questi primi mesi di governo, con numeri che l’hanno vista ricorrere alla decretazione d’urgenza più di quanto non abbiano fatto i suoi predecessori, non solo Mario Draghi ma anche Giuseppe Conte.

Il premier però, assicura chi gli è vicino, vuole imprimere sin da subito un cambio di rotta. Da qui, la richiesta ai suoi ministri di ridurre all’osso il ricorso ai decreti legge. Già ieri, in Cdm, due potenziali decreti legge sono diventati in corsa disegni di legge, quello sugli anziani legato a doppio filo con gli obiettivi del Pnrr, e quello sula procedibilità d’ufficio e l’arresto obbligatorio in flagranza che ‘corregge’ la riforma del processo penale firmata Cartabia.

Per accelerare l’azione di governo senza ricorrere ai dl -tra le riflessioni oggi oggetto del confronto con Fontana- una delle strade da percorrere mira al ricorso a procedimenti abbreviati (previsti dai regolamenti di Camera e Senato) per i disegni di legge per i quali è dichiarata l’urgenza, come i due approvati ieri dal Cdm. Il che si traduce in tempi d’esame più ‘stretti’ nelle commissioni competenti. Sempre che il Parlamento faccia la sua parte, e nessuno si metta di traverso per allungare i tempi e rallentare il lavoro del governo. Su questo Meloni avrebbe registrato la “piena sintonia” di Fontana, assicurano fonti di Montecitorio.