Governo: Conte ricorda uomini scorta, ‘rimarranno vivi nei nostri cuori’

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“Ci sono dei momenti in cui la sobrietà linguistica è d’obbligo, sprecare le parole quando i ricordi sono così vivi è un madornale enorme. Userò poche parole” per ricordare “due uomini che hanno fatto parte della mia scorta, potete immaginare come con loro abbia condiviso intensi momenti di lavoro, momenti anche critici, a volte tensioni, di giorno e, ahimé, anche di notte”. Così il premier Giuseppe Conte, alla cerimonia a Palazzo Chigi per l’intitolazione della Sala Dispositivo di Sicurezza del Presidente alla memoria del Sostituto Commissario Coordinatore della Polizia di Stato, Giorgio Guastamacchia – spentosi a causa del Covid- e per lo scoprimento di una targa in ricordo dell’Ispettore Superiore della Polizia di Stato, Paolo Salvucci.

“Paolo è venuto a mancare l’anno scorso – ricorda il presidente del Consiglio, alla presenza delle famiglie – abbiamo trascorso poco tempo insieme” ma sufficiente per apprezzarne “la competenza, la professionalità, lo spessore umano” che “si capiva dal volto. Comprendo la perdita incommensurabile per la sua famiglia”.

“Giorgio ha lavorato un po’ di più con me – prosegue il presidente del Consiglio ricordando Guastamacchia – è venuto a mancare quest’anno per questa pandemia, il terribile virus Covid19, in un momento di crisi acuta, abbiamo vissuto tutti un momento infausto, nel caso di Giorgio, a causa delle misure restrittive, non siamo potuti nemmeno andare in ospedale, abbiamo seguito a distanza” costretti a disertare anche la “cerimonia funebre. Di Giorgio, oltre alla competenza professionale e l’esperienza, ho potuto apprezzare la qualità di leadership con i colleghi, infondeva tranquillità e serenità anche nei momenti di tensioni. Chi lo ha conosciuto non può dimenticare il suo sorriso, il filo di ironia con cui affrontava la vita. Assieme a tutti gli uomini della scorta non posso che unirmi a tutti i familiari in questo ricordo commosso: Paolo e Giorgio resteranno vivi nei vostri cuori, ma rimarranno vivi anche nei nostri. Questa cerimonia non è solo un fatto formale, quando si concluderà resteranno delle targhe che ricorderanno chi sono stati a coloro che verranno dopo di noi”.

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