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Garlasco, intercettazioni Sempio: “Del popolo bue non me ne frega più niente”

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(Adnkronos) – "So che sbaglio, perché so che è molto, molto importante…. in realtà è molto importante questa cosa però non me ne frega più niente guarda….continuino pure a pensare che io un giorno mi sono svegliato perché ho portato lo scontrino alla cavolo…. continuino a pensare". E' parte di una conversazione ambientale catturata dai carabinieri il 12 febbraio 2007 e agli atti della prima inchiesta della Procura di Pavia su Andrea Sempio dallo scorso gennaio nuovamente indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. L'intercettazione ambientale numero 132 – i brogliacci sono stati visionati interamente dall'Adnkronos – restituisce quanto dice in auto Sempio, forse al telefono.  Il nome di Sempio è su tutta la stampa, l'inchiesta è nota e i giornalisti gli danno la caccia. Contro di lui l'alibi dello scontrino e il Dna. Parlando probabilmente del rapporto con la vittima e dell'ipotesi che possa essersi invaghito, l'indagato aggiunge: "era quasi mai a casa….e allora non la incontravo e loro questa cosa non la sanno e te la continuano a menare con ……non è possibile". Il tono sempre salire. "Non me ne frega niente…già sono uno che a cui le opinioni degli altri frega poco, cioè mi interessa l'opinione di poche persone. In questa vicenda mi interessano le opinioni di quelle persone e dell'autorità che deve valutare, fare delle indagini". E continua: "Del popolo bue non me ne frega più niente. Di andare a impressionare la casalinga fargli credere…no casalinga pensa quello che vuoi, odiami…continua a pensare che in mano a lei c'era una ciocca dei miei capelli che però nessuno per dieci anni ha mai…però…nessuna delle squadre degli investigatori si è mai accorta che c'era un'intera ciocca di capelli…continua a pensare, sì pensa che mi sono tagliato i capelli per non nascondere il fatto che …se poi tagli i capelli, ma il capello è uguale lo stesso…vogliamo analizzare il capello…non è che superata una certa lunghezza la struttura del capello cambia".  Il giorno prima, sempre intercettato in auto, l'indagato prova a 'smontare' la traccia genetica trovata sulle unghie della vittima. "Questa merda di Dna, ma cosa state dicendo….ma il fatto e che ormai alla gente piace discutere su quello perché se tu parti dal presupposto che c'è il mio Dna allora puoi discutere su tante cose…come c'è rimasto se non c'è rimasto, come ha fatto a trasmettersi se e vero che può essere rimasto… incomprensibile… se era un'aggressione se era sopra se era sotto… quelle minchiate lì". Parole che si confondono coperte dalla musica dell'auto.  —[email protected] (Web Info)

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