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Flotilla, 46 italiani fermati da Israele. Dal carcere all’espulsione, cosa succede

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(Adnkronos) –
I primi attivisti italiani tra i 46 bloccati da Israele a bordo delle barche della Flotilla potrebbero far ritorno a casa in tempi brevissimi. L'iter dopo lo stop in mare è partito e le procedure potrebbero concludersi con relativa rapidità per chi accetterà l'espulsione dal paese ebraico.  Le attività di trasbordo e sbarco dei membri della Flotilla, dopo gli abbordaggi da parte della Marina israeliana, sono terminate nel giro di alcune ore come fanno sapere fonti della Farnesina, secondo cui tra i più di 450 membri della Flotilla sbarcati al porto di Ashdod, vi sono 46 italiani. Tra loro ci sono quattro parlamentari e tre giornalisti, stanno tutti bene. Le fonti spiegano che, espletate le procedure di riconoscimento, lo step successivo è il trasferimento in autobus al centro detentivo di Ketziot, nel sud di Israele, vicino alla città di Ber Sheva. Per i detenuti niente interrogatorio né particolari procedure giudiziarie, ma sarà unicamente chiesto loro se sono disponibili ad accettare l'espulsione volontaria entro 24-48 ore, oppure se intendono rifiutarla. Per coloro che la rifiuteranno, si aprirà un breve procedimento giudiziario al termine del quale un giudice dovrebbe decretarne l'espulsione coatta. Questa di norma avviene entro le 72 ore dal decreto d'espulsione. Voli charter per il rientro? Le autorità diplomatiche e consolari italiane a Tel Aviv visiteranno i connazionali detenuti nella giornata di oggi e domenica (in mezzo c'è lo shabbat) per sincerarsi delle loro condizioni, del trattamento ricevuto e per favorirne i contatti con i familiari. Non è invece ancora chiaro quando inizieranno i rimpatri. Le autorità israeliane stanno anche studiando la possibilità di organizzare dei voli charter per riportare i membri della Flotilla in due capitali europee. Già da oggi "potrebbero avvenire le prime partenze, soprattutto per chi accetterà di lasciare volontariamente Israele", ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Per chi rifiuterà l'espulsione immediata, sarà necessario attendere il provvedimento di respingimento dell'autorità giudiziaria israeliana, che potrebbe richiedere 48-72 ore". Tajani ha contattato il collega israeliano Gideon Sa’ar per chiedergli informazioni e garanzie per tutti gli italiani fermati. Tajani ha confermato al ministro Saar dettagli sullo status e sulla condizione legale di immunità dei quattro parlamentari che fanno parte del gruppo e ha chiesto di accelerare ogni procedura per la liberazione immediata. "Ho parlato con il ministro israeliano della Difesa Israel Katz, l'ho ringraziato per il fatto che non fosse successo nulla e che non fosse accaduto nulla a nessun cittadino, non solo italiano", ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in un'intervista a Dritto e Rovescio su Rete 4.  Crosetto ha confermato di aver "sentito l'ambasciatore italiano Luca Ferrari, per confermare le notizie che avevamo sullo stato di salute delle persone e per capire quando avrebbero avuto la possibilità di comunicare con le famiglie: se uno non parla con il figlio, con il marito, con la moglie, non si fida che stia bene. Invece io vorrei assicurare che gli italiani stanno tutti bene". Nella giornata di venerdì "l'ambasciatore probabilmente riuscirà a vedere tutti i nostri concittadini e spero in quell'occasione anche consentire di comunicare al numero più ampio possibile".   
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