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**Elezioni: manifesto di Amnesty, ‘sui diritti umani no arretramenti, servono passi avanti’**

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Roma, 5 ago. (Adnkronos) – Amnesty International Italia ha reso noto oggi il suo manifesto in dieci punti, che intende sottoporre ai leader e alle leader delle coalizioni e dei partiti che si presenteranno alle elezioni del 25 settembre affinché aderiscano e s’impegnino ad attuarlo. “In un contesto europeo e mondiale di forte incertezza, tra pandemia, conflitti e instabilità economica, la politica italiana non può permettersi scelte strategiche che perdano di vista i diritti umani”, si legge nella premessa al manifesto.

“L’esito delle elezioni del 25 settembre determinerà la strada dei diritti umani nei prossimi anni. Vogliamo un governo e un parlamento formati da persone impegnate a sostenere e promuovere i diritti umani sia in ambito nazionale che estero e che non facciano passi indietro su tortura, aborto, unioni civili e su tutte le altre leggi che garantiscono la tutela dei diritti umani. Abbiamo bisogno di istituzioni libere da discorsi di odio e divisioni, impegnate a lottare contro tutte le forme di discriminazione e a garantire le libertà fondamentali. Sui diritti umani non si torna indietro ma si deve andare avanti”, prosegue il manifesto.

Questi i dieci punti del manifesto: “Promuovere i diritti economici e sociali, inclusi il diritto alla salute, al lavoro, alla sicurezza sociale e a un alloggio adeguato; Tutelare i diritti sessuali e riproduttivi delle donne sostenendo la diffusione della cultura del consenso e l’adeguamento del codice penale italiano al diritto internazionale e garantendo servizi sanitari appropriati e accessibili; Istituire strumenti efficaci per contrastare l’abilismo, la misoginia e gli atti discriminatori nei confronti della comunità Lgbtqia+; Riformare la legge n. 91/1992 sull’acquisizione della cittadinanza; Adottare misure positive per prevenire e combattere la profilazione razziale ed etnica e le forme di discriminazione correlate; Rispettare il diritto alla libertà di riunione pacifica, porre fine alla criminalizzazione di chi manifesta, all’uso illegale della forza e delle armi meno letali da parte delle forze di polizia e all’uso della sorveglianza di massa illegale e mirata”.

Tra i punti anche: “Tutelare le persone che necessitano di protezione, abolire il Memorandum di cooperazione con la Libia, fermare la discriminazione e la criminalizzazione dei migranti e delle persone e delle organizzazioni che li assistono; Porre le persone e i diritti umani al centro del dibattito sul cambiamento climatico, tramite un impegno concreto per la riduzione dei gas serra, azioni per il contenimento dell’aumento della temperatura globale di oltre 1,5 °C e l’imposizione di misure di tutela conformi al rispetto dei diritti umani; ; Assicurare giustizia e rispetto dei diritti umani nell’ambito delle crisi internazionali ponendo al centro dell’agenda di politica estera la salvaguardia delle popolazioni civili nelle zone di conflitto; Creare un’autorità nazionale indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani”.