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Dl semplificazioni, Fondazione Inarcassa: nel bis servono modifiche, no ad appalto integrato

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Roma, 21 giu. (Adnkronos/Labitalia) – “Fondazione Inarcassa guarda con attenzione all’esame di conversione in legge del provvedimento, sia per quanto riguarda la semplificazione nell’ambito delle procedure di gara e appalti, sia in relazione al Superbonus. Il decreto va nella giusta direzione in termini di snellimento delle procedure, ma attenzione, perché tempestività e semplificazione non possono essere i soli elementi alla base delle misure di intervento. Se il Paese vuole dotarsi di un sistema infrastrutturale e di opere pubbliche in grado di sostenere la ripresa economica deve puntare sulla qualità della progettazione e quindi, investire sul capitale tecnico dei professionisti della progettazione”. Queste le parole del presidente Franco Fietta intervenuto oggi in audizione alla Camera sul disegno di legge di conversione del decreto legge n. 77/2021, c.d. ‘semplificazioni bis’.

“Persistono alcune criticità -prosegue Fietta- a partire dall’appalto integrato, verso il quale confermiamo la nostra ferma contrarietà. Non condividiamo la scelta del governo che ne ha prorogato l’utilizzo sino al 30 giugno 2023 consentendo, perfino, un’estensione dell’istituto a partire dal progetto di fattibilità tecnica ed economica, per i progetti legati al Pnrr e Pnc. L’appalto integrato forte, istituito con il D.L. n. 77/2021, non offre certezze sulla riduzione dei tempi ed anzi apre la strada a potenziali contenziosi conseguenti alle varanti in corso d’opera che si renderanno necessarie a seguito dell’acquisizione dei pareri al progetto definitivo. In sintesi, paventiamo il rischio di maggiori spese a carico della Pa e ritardi nei tempi di esecuzione”.

“In secondo luogo, l’innalzamento della soglia per l’affidamento diretto -continua- sacrificherà i principi di pubblicità, concorrenza e meritocrazia. Chiediamo al riguardo l’applicazione rigorosa del meccanismo di rotazione e la verifica della professionalità dell’affidatario. Infine, in materia di superbonus, bene la scelta di semplificare l’inizio attività con la Cila, anche se la previsione normativa – secondo la quale “resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile oggetto di intervento” – lascia il quadro immutato. Forse si è persa l’occasione per introdurre il fascicolo dell’immobile, rilanciando gli investimenti privati. Infine -conclude il presidente- non si può continuare sulla strada delle proroghe per piccoli passi. Occorre una estensione subito del superbonus almeno fino al 2023. Solo così possiamo programmare le attività di progettazione e intervento e contribuire alla ripresa del settore edile”.

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