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Dj morta: proseguono le ricerche del piccolo Gioele, i testimoni ancora non si fanno vivi

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Caronia (Messina), 14 ago. (Adnkronos) – Proseguono senza sosta le ricerche del piccolo Gioele, il figlio di Viviana Parisi, la deejay di 43 anni trovata morta sabato scorso ai piedi di un traliccio nei boschi di Caronia (Messina). L’area della ricerca ieri si è allargata, dopo il vertice che si è tenuto in Prefettura con i soccorritori e gli inquirenti, ma sempre nella zona tra il luogo in cui la donna ha avuto l’incidente in una galleria sulla A20 Messina-Palermo e il luogo del ritrovamento del copro di Viviana Parisi. Ieri sembrava esserci una svolta, nel pomeriggio, quando il Procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo si è presentato sul luogo del ritrovamento con una geologa esperta di sottosuoli per un sopralluogo. Si cercano altre tracce. Ma del bimbo ancora nessuna notizia.

Intanto ieri il Procuratore capo Cavallo ha lanciato, attraverso i giornalisti, un altro appello ai testimoni ‘scomparsi’. Che non si fanno vivi nonostante siano trascorse quasi due settimane. Sarebbe una famiglia quella che si è fermata a prestare soccorso a Viviana Parisi lo scorso 3 agosto dopo che la sua auto si era fermata per via di un piccolo incidente. Padre, madre e due figli adolescenti a bordo di una “berlina grigia metallizzata” o comunque “di colore chiaro”. È solo questo per il momento l’identikit di cui è in possesso la Procura. Di loro non si sa altro il procuratore Angelo Vittorio Cavallo, parlando con i giornalisti davanti al tribunale, ha mandato loro un appello affinché si facciano vivi. “Il padre era quasi calvo, abbronzato e indossava una maglietta arancione – ha spiegato Cavallo – La donna ha sui 45 anni, indossava un vestito blu”. Queste le poche parole usate per descrivere quella famiglia che ha fatto “un’opera meritoria” e che spera si “facciano vivi adesso”.

Secondo le indagini, chiarisce il procuratore, non solo si sono fermati sul luogo dell’incidente ma hanno iniziato anche le ricerche della mamma e del figlio “scavalcando il guardrail”. E’ stato sempre il magistrato a rivelare ieri che un video fa supporre alla Procura che la donna fosse con il bambino “al momento dell’incidente”. Ecco perché le ricerche proseguono, senza sosta, sempre in zona, senza spostarsi in altri luoghi.

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