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Covid: Verona (Bti), ‘i nostri bus per gli studenti, pronti oltre 24 mila mezzi sicuri’ (2)

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(Adnkronos) – L’associazione, aderente a Confimi Industria, riunisce circa 200 aziende, per un totale di 3mila bus e 5mila dipendenti ed è parte di un settore che comprende complessivamente 25mila bus e 30mila dipendenti. Risorse che, nei mesi di alta stagione, tra marzo e ottobre, raggiungono quota 45 mila addetti: “Il nostro -sottolinea Verona- è stato uno dei primi comparti a fermarsi”; sul settore, dallo scorso 23 febbraio, dopo il primo caso accertato di Covid-19 nella città di Codogno, hanno pesato prima gli annullamenti delle gite scolastiche, “principale fonte di reddito per il comparto nei mesi primaverili”, poi la chiusura dei confini e il conseguente stop del turismo: “Dai circa 2,5 miliardi di euro fatturati nel 2019, siamo passati a circa 400 milioni del 2020, con un perdita di circa l’80%”.

Per tentare di combattere la crisi, dovuta alla pandemia, alcune di queste imprese si sono messe a disposizione come supporto al trasporto pubblico locale, ma l’offerta non ha raggiunto i livelli che gli imprenditori si attendevano; solo circa 3.300 i bus coinvolti in tutta Italia: “Davvero troppo poco per fare la differenza”. Eppure, sottolinea Verona, “i vantaggi sono evidenti; i bus del tpl hanno dimensioni più limitate rispetto ai bus turistici, 12 metri di lunghezza per 2,5 di larghezza fanno circa 30 metri quadri di spazio; la capienza massima è di 80 persone che, per effetto delle norme di distanziamento, diventano 40, tra posti a sedere e in piedi. I nostri mezzi invece nella stessa superficie hanno una capienza media di 50 posti solo a sedere che, con le norme di distanziamento, diventano 25, con una serie di dotazioni, come climatizzatori che effettuano frequenti ricambi d’aria, utili per contrastare i rischi di contagio dal virus”.

Più volte, rimarca il presidente del comitato Bti, “abbiamo chiesto attenzione alle istituzioni avanzando le nostre proposte; siamo stati ricevuti in audizione alla Camera e al Senato; finora purtroppo non abbiamo visto dare seguito a ciò che ci era stato prospettato, ma siamo comunque fiduciosi che con il nuovo ‘decreto sostegni’ potremo anche noi entrare nel fondo del turismo, così com’è già per altre attività, come ad esempio le agenzie di viaggi”. Alla fine, conclude, “quello che vorremmo è poter tornare a lavorare prima possibile sul turismo; nel frattempo, auspichiamo che governo e Regioni passino all’azione, effettuando un monitoraggio trasparente dei mezzi utilizzati e dei bus turistici disponibili per il servizio in affiancamento al tpl e successivamente indichino linee guida e convenzioni chiare perché a tutt’oggi non riusciamo a capire che cos’è che impedisce di affidare ai nostri mezzi il servizio. Vorremmo decisioni prese nell’interesse della collettività, perché in tempi di Covid il mercato protetto va a scapito degli interessi di tutti”.

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