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Covid: Oldani, ‘al D’O tavoli da 4 per nostra scelta, privilegiamo lo star bene degli ospiti’ (2)

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(Adnkronos) – La pandemia non ha scalfito minimamente i progetti dello chef: “Abbiamo mantenuto fede rispetto alla nostra etica -spiega- cioè abbiamo reintegrato al cento per cento la cassa integrazione di tutti i ragazzi che c’erano prima della chiusura e ora ripartiamo con quattro persone in più, che abbiamo già assunto”. Tutto ciò perché “confidiamo nell’etica e nella sostenibilità umana”. Non per niente “Michelin ci ha dato la ‘stella verde’”, un riconoscimento assegnato agli chef che promuovono la sostenibilità, come il rispetto dell’ambiente, la lotta contro lo spreco alimentare e l’etica lavorativa. Una conferma per lo chef milanese, oltre che “un ulteriore stimolo a credere nel nostro senso di sostenibilità”.

In questo senso un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche i ragazzi che lavorano al fianco di Oldani; dal 29 aprile scorso, dopo il periodo di chiusura seguìto alla pandemia, è stato allestito un ‘pop up restaurant’ all’aperto, di fronte al ristorante principale in piazza Della Chiesa a San Pietro all’Olmo di Cornaredo. Una sorta di academy per i giovani collaboratori dello chef stellato, che hanno avuto l’opportunità di lavorare tra creazioni culinarie e opere di arte e design e che ora torneranno in forza al D’O, assieme a quattro nuove risorse: “E’ una squadra -dice Oldani- c’è stata la partenza e la maglia; è stata una sorta di palestra, anche etica. Eravamo fuori, ora rientriamo tutti, dopo un anno e mezzo di pandemia, senza licenziamenti. Anzi con l’aggiunta di quattro persone quando ripartiremo”. I ragazzi, “come facevamo anche prima, avranno l’opportunità di fare questo mestiere, in cucina o in sala, avendo anche in parallelo la possibilità di vivere la loro vita”.

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