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**Covid: odissea Green pass, negato a diversi cittadini da un errore di sistema** (2)

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(Adnkronos) – Stessa sorte per una docente residente a Bologna. A causa di un errore tecnico, nonostante abbia ricevuto le due dosi di vaccino non le viene riconosciuto il certificato: non potrà dunque tornare a lavoro, viaggiare e utilizzare tutti i servizi che prevedono Green pass. Su questo episodio, è scesa in campo Consumerismo No Profit, associazione dei consumatori alla quale la donna si è rivolta per tutelare i propri diritti, pronta a denunciare Regione Emilia Romagna e Usl per danni materiali e morali.

“La docente ha ricevuto la prima dose di Astrazeneca lo scorso marzo presso il proprio medico di famiglia -ricostruisce Consumerismo- La seconda dose (stavolta con Moderna) le viene somministrata a giugno, sempre dal proprio medico”. La conclusione del ciclo vaccinale legittima quindi la donna ad ottenere in automatico il Green Pass, ma qualcosa va storto. “Il sistema informatico, pur avendo il medico curante di Alessandra inviato tutte le comunicazioni del caso a Usl, Regione Emilia Romagna e Servizio Sanitario Nazionale, non riconosce la vaccinazione -prosegue l’associazione- e, di conseguenza, non rilascia il Green pass”. Inutili i numerosi tentativi della donna di contattare il Ministero della salute e gli altri numeri messi a disposizione degli enti pubblici: nessuno è in grado di dare una risposta, né di risolvere il problema che rischia di sfociare ora in una maxi-causa risarcitoria contro Regione, Usl e Ministero.

“A causa dei problemi tecnici che impediscono il rilascio del Green Pass, la docente non potrà tornare a lavorare a settembre, pur essendo regolarmente vaccinata, né potrà viaggiare, spostarsi in treno, andare ad un concerto e utilizzare tutti gli altri servizi che prevedono la certificazione sanitaria -commenta il presidente Luigi Gabriele- Una situazione gravissima che non solo crea un danno professionale alla donna, ma limita i diritti basilari riconosciuti dalla nostra Costituzione con danni morali e materiali enormi”. Se il caso non sarà risolto entro breve dagli enti competenti “avvieremo una causa risarcitoria contro Usl, Regione Emilia Romagna e Ministero della salute, chiamando tutti i soggetti responsabili a rispondere in tribunale dei danni prodotti”, conclude Gabriele.

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