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Covid: Jacopo, il chitarrista di Piazza Navona ‘di nuovo sul balcone per gli italiani in lockdown’

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Roma, 15 mar. (Adnkronos) – “E’ come se fosse un po’ un déjàvu, anche perché è lo stesso periodo dello scorso anno. E se devo descrivere una sensazione che ho, è un po’ di nostalgia, mi sento quasi triste perché questa situazione mi riporta al passato. Quello che posso dire è che sicuramente nei prossimi giorni salirò di nuovo su quel balcone, a suonare per gli italiani chiusi in lockdown”. Lo rivela all’Adnkronos Jacopo Mastrangelo, l’indimenticabile giovanissimo chitarrista che, nei difficilissimi mesi della prima ondata della pandemia nel nostro paese, aveva regalato delle performance da brivido con la sua chitarra dal balcone di Piazza Navona, rendendo omaggio ad Ennio Morricone nel silenzio di una piazza simbolo di un’Italia in lockdown, attonita e sofferente.

“Questo lockdown lo vivo in modo differente, perché adesso ho l’università e devo studiare -racconta Jacopo, che studia Economia all’università La Sapienza di Roma- ma ho assolutamente intenzione di suonare. Non so ancora il giorno, non so se sarà un appuntamento settimanale, ma quando sarà lancerò un avviso sui social e suonerò. Forse sarà nel mezzo della settimana, magari mercoledì, per quanto riguarda questa settimana, oppure il weekend, questo è ancora da decidere”. Tutti pronti a sintonizzarsi sui social, dunque, perché “oltre a sentirmi bene nel suonare da quel balcone, mi piace il fatto di far sentire bene gli altri”, dice Mastrangelo.

Che se nel primo lockdown aveva scelto di rendere omaggio al maestro Morricone, stavolta ci fa un’anticipazione: “Stavo pensando a diversi artisti, ma il più quotato per la prossima esibizione è Pino Daniele. Non dico altro però, lascio sempre un po’ di sorpresa”. L’altra volta, sottolinea Jacopo, “ho suonato brani italiani per dare priorità all’Italia, che aveva bisogno di sentirsi unita e sostenuta. Anche ora lo farò, anche se adesso ho un occhio anche verso la musica più internazionale”. Quell’esperienza lo ha trasformato “in un vero e proprio lavoro -ammette il chitarrista- anche se io studio economia, e so che può sembrare un controsenso. Non so ancora bene cosa ci potrà essere nel mio futuro. Ma certo, se mi chiamassero a Wembley, potrei anche lasciare lo studio da commercialista…”, conclude sorridendo. (di Ilaria Floris)

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