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Covid: Assomusica, ‘più certezze su tutto il territorio nazionale, filiera a rischio’ (2)

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(Adnkronos) – “In alcuni contesti- evidenzia Spera – nelle piazze o addirittura nell’ambito di manifestazioni gratuite promosse dagli Enti Pubblici, si festeggia senza restrizioni, mentre chi fa impresa e rischia in prima persona, è costretto, probabilmente, a fermarsi di nuovo.Un tale stato di anarchia generale non può di fatto consentire l’effettuazione di tournée, provocando, inoltre, un completo senso di disorientamento nel pubblico che confuso dalle diverse modalità di partecipazione stenta ad acquistare i biglietti. Infine,non si comprende perché nelle zone gialle può esserci una deroga, e quindi un aumento di capienza, mentre nelle zone bianche, che dovrebbero essere più sicure, c’è un limite imposto che non prevede né provvedimenti né richieste in deroga, secondo molte Regioni.Già da oltre un anno abbiamo sottoposto dei protocolli, adottati anche con successo la scorsa estate, ma purtroppo, per questa stagione, non abbiamo trovato risposte dalle istituzioni e dalle pubbliche autorità, la nostra voce è rimasta inascoltata,determinando pertanto l’attuale difficile e confusa situazione generale”.

“La discussione di una norma che tuteli il welfare dei lavoratori intermittenti, privi di tutele – dice ancora il presidente – non può essere l’unica soluzione prevista dallo Stato per risolvere le problematiche del mondo dello spettacolo dal vivo: bisogna anche pensare a chi pagherà di fatto questo welfare se le aziende che impiegano questi lavoratori non hanno i soldi per poter assumere il personale o non possono pagarlo o non hanno modo di farlo lavorare.Il rischio è di arrivare a un collasso totale della filiera.Non dimentichiamo che dall’1 gennaio fino a questi giorni siamo stati costretti ad una chiusura totale, come pochi, ma nessuna misura di ‘risarcimento’ è stata ancora annunciata”.

“Riteniamo opportuno – conclude Spera – che il prima possibile si proceda ad una programmazione delle nostre attività anche in previsione della stagione autunnale e che, come sta avvenendo in molti paesi europei, venga messo a disposizione del settore un fondo di garanzia per eventuali perdite economiche in caso in cui le attività legate ai concerti vengano improvvisamente sospese/annullate e a coprire i costi sostenuti a causa della limitazione capienze. Il nostro settore non è finanziato dalla Stato e, proprio per questo motivo, abbiamo bisogno di una risposta in tempi brevi da parte delle istituzioni”.

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