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Corruzione: ordinanza, ‘ex manager Fiera Milano chiedeva 5% su prezzo appalto’

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Milano, 1 ago. (Adnkronos) – Massimo Hallecker, ex manager dell’ufficio acquisti di Fiera Milano (rimosso dall’incarico dal 31 ottobre scorso) arrestato dalla Guardia di finanza di Milano per corruzione, per “un cospicuo arco temporale”, avrebbe violato “il dovere di imparzialità, al fine di assegnare a proprio piacimento alcuni appalti in cambio di utilità o della promessa di utilità”. E’ quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Domenico Santoro. Le indagini – partite da una denuncia della stessa Fiera Milano – hanno fatto emergere come l’ex dipendente di 56 anni avrebbe incassato tangenti per pilotare tre appalti aventi un valore complessivo di 16,5 milioni di euro banditi da Fiera Milano e dalla controllata Nolostand.

Tra gli indagati, persone fisiche e società, ci sono Gabriele Dalla Venezia, manager di Electric srl, Domenico Seidita (Idea servizi srl), i fratelli William e Massimiliano Fabbro (Fabbro Logistics Management & services, oggi Fabbro Facility) già coinvolti nell’inchiesta su presunte tangenti legati ad appalti nelle mense scolastiche, Silvestro Riceputi, socio di un consorzio nella cui compagine societaria comparirebbe anche Hallecker. In particolare nel mirino sono finiti due appalti che sarebbero stati pilotati a favore di Electric srl e ripagati con circa 20mila euro, con la causale fittizia di ‘acquisto mobili usati’ e ‘acquisto Rolex’. Un altro appalto – per la gestione dei servizi logistici per il magazzino Nolostand a Lainate, del valore di otto milioni di euro – avrebbe portato i fratelli Fabbro a corrispondere a Hallecker somme di denaro non quantificate, e l’affidamento di commesse – uno anche da 25 milioni di euro – a società o consorzi in cui l’ex manager avrebbe avuto interessi economici o quote societarie, insieme agli altri indagati.

Sistemi che sembrerebbero rodati come riferisce un imprenditore ‘arrabbiato’ che a proposito del senior buyer afferma: “a quello bisognerebbe fare un esposto in procura…” per la presunta pretesa “di un riconoscimento di un benefit del 5% sul valore di eventuali forniture”, si legge nell’ordinanza. “Alcuni elementi indiziari, ancora da approfondire a livello investigativo; lasciano, poi, pensare all’esistenza di un sistema corruttivo più ampio, di cui Hallecker non sembra essere il solo protagonista” in cui va riconosciuto “‘quello che bisogna dare… il cinque’: quasi che, insomma, per una sorta di prassi costante, che pare ergersi quasi a regola, l’affidamento di un qualche appalto fra quelli gestiti da Fiera Milano spa dovesse avere, quale prezzo, un ammontare corrispondente al 5% dell’importo dell’appalto”, si evidenzia nell’ordinanza di quasi 140 pagine del gip Santoro.

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