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Coronavirus: tour operator, ‘turismo in ginocchio, più danni dell’attentato Torri gemelle’ (3)

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(Adnkronos) – “Il problema maggiore” per il tour operator siciliano Dario Ferrante “riguarderà i trasporti, che ricordiamoci però sono stati lo strumento che hanno diffuso il virus nel mondo. E che saranno probabilmente gli ultimi ad essere attivati, a causa dei necessari adeguamenti per ottemperare alle normative europee sul distanziamento sociale e sulla sanificazione”. Obblighi che, ovviamente, riguarderanno anche gli hotel, i ristoranti e i trasporti. “E che comporteranno grossi investimenti che, giocoforza, andranno a ricadere sul costo per i viaggiatori. I più cauti ritengono che si possa tornare ai valori normali non prima del 2022- I più “sprovveduti”, si augurano di riprendere la prossima primavera del 2021”.

E per il futuro “il mondo che abbiamo conosciuto sarà diverso. Nessun dubbio che – a breve termine e negli anni dell’emergenze virus ancora in atto – verrà meno la “democratizzazione” dell’industria dei viaggi. Quella che aveva permesso di volare a costi molto bassi, grazie alle compagnie low-cost, o di offrire tariffe competitive nei villaggi turistici e nelle navi da crociera (basandosi sull’economia di scala dei grandi numeri). Immaginiamo cosa possa significare distanziare all’interno di un aereo o di una nave (che dovrebbero sacrificare sedili e cabine), ridurre i posti all’interno di un bus turistico o scagionare l’accesso al buffet di un villaggio turistico. Una sorta di rivoluzione di quel business model degli ultimi 20 anni, che puntava nell’alta occupazione dei servizi per potere ridurre i costi. Rivoluzione che aveva creato una grande polarizzazione socio-economica dei viaggiatori (da un lato il turismo di “massa”, dall’altro il turismo Luxury)”.

“Sicuramente la crisi ha aperti gli occhi su tante questioni ed ha reso protagonisti le agenzie di viaggi e i Tour Operator che – a differenza dei freddi sistemi di prenotazione, le cosiddette OTA – hanno aiutato i clienti relativamente alla tematica dei rimpatri, delle cancellazioni e dei rimborsi, in questi difficili mesi – spiega Dario Ferrante – Un approccio umano e altamente professionale che ha mediato tra tutte le parti coinvolte, in contrapposizionealle multinazionali virtuali che hanno imposto le loro decisioni unilaterali e non discutibili”.

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