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Coronavirus: primario Rianimazione Bergamo, ‘situazione migliora ma futuro è ignoto’

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Milano, 21 apr. (Adnkronos) (di Vittoria Vimercati) – La situazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo continua a migliorare, di giorno in giorno, rispetto a qualche settimana fa, ma Luca Lorini, primario del reparto di Rianimazione e Terapia intensiva, usa prudenza. “Noi il futuro non lo conosciamo, questo è importante che lo capiscano tutti. Conosciamo molto bene il passato e il presente e possiamo dire che oggi è molto meglio di tre settimane fa. Se sia passato il peggio lo dobbiamo vedere dopo la riapertura e dopo i test sierologici”, spiega in un’intervista all’Adnkronos.

A Bergamo, la città che è arrivata vicina ai 10.800 contagiati e che insieme a Brescia e Milano ha il primato dei positivi al covid19 in Italia, l’ospedale Papa Giovanni è arrivato a ospitare 650 pazienti Covid su 950 posti totali. “Noi siamo stati la Wuhan d’Italia. L’ospedale era diventato praticamente tutto covid, con un’area critica che riusciva a tenere 100 pazienti intubati. Oggi ci sono poco meno di 200 pazienti Covid e la terapia intensiva è passata a 58 pazienti Covid, quindi circa la metà”.

Dal Pronto Soccorso arriva l’altro dato che fa sperare. “Abbiamo avuto – dice Lorini – picchi di 90 pazienti al giorno che si presentavano al pronto soccorso, tutti Covid. Ora siamo arrivati ad averne circa 20 al giorno, e di questi pochi, solo 3 o 4 vengono ricoverati. Ora cominciano ad arrivare anche 50 pazienti non Covid”. Il terzo numero chiave è quello dei morti: “Tra i numeri è il più solido per capire il trend, perché il numero di contagi è direttamente proporzionale al numero di tamponi. Noi siamo arrivati a picchi di 17-18 decessi al giorno, da ieri a oggi ce n’è stato solo uno ed è così da qualche giorno”.

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