Coronavirus: Greco, ‘affidare reati contro Pa a procure distrettuali, no altre strade’
Milano, 29 apr. (Adnkronos) – I finanziamenti alle imprese contro la crisi determinata dall’emergenza sanitaria da coronavirus nascondono rischi per chi elargisce il denaro, ma anche ipotesi di reato che in quel caso vanno segnalate “immediatamente alle procure che si devono organizzare, come stanno già facendo”, per trattare i casi “in maniere efficace e rapida. Il tribunale di Milano dovrà prevedere dei canali processuali immediati”, come spiega il procurato capo di Milano, Francesco Greco intervenuto in Commissioni riunite Finanze e Attività produttive, nell’ambito dell’esame, in sede referente, del disegno di legge 2461, di conversione in legge del decreto numero 23 del 2020, recante misure urgenti in materia di accesso al credito per le imprese, nonché interventi di proroga di termini amministrativi e processuali.
“Io sono perplesso della creazione di passaggi intermedi non usuali nel sistema già rodato e sperimentato in questa materia dell’antiriciclaggio e sono anche perplesso e non condivido la creazione di percorso nuovi che in periodo così di urgenza non vale la pena sperimentare perché hanno bisogno di essere verificati con calma. Lo Stato può rispondere bene con le sue strutture già adeguate, perché la normativa antiriciclaggio italiana e anche la capacità di intervento economica delle procure è ottima. Sono anche preoccupato per la dispersione del dato: troppi passaggi, troppe autorità che se ne occupano”, sottolinea Greco.
“Quello che vorrei che si comprendesse è che il terminale sono le procure, forse una meditazione sul fatto che sarebbe opportuno ridurre la platea delle procure nell’intervento su questi reati andrebbe fatta”. Due i motivi principali della sua tesi: “le procure distrettuali hanno già l’organizzazione per affrontare questo tipo di operazioni” e perché “solo sul territorio e dal territorio deriva la conoscenza della mafiosità dei soggetti”, conclude il procuratore Greco.

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