Coronavirus: comitato parenti Trivulzio, ‘governo vari decreto per sicurezza in Rsa’
Milano, 2 mag. (Adnkronos) – “Visto il perdurare del silenzio da parte della Regione Lombardia, chiediamo urgentemente al governo un decreto del Presidente del consiglio dei Ministri che dia priorità al diritto di cura e assistenza ai soggetti più fragili e garantisca ovunque la protezione dal rischio, l’accesso all’assistenza degli ospiti e la sicurezza degli operatori che si trovano nelle Residenze sanitarie assistenziali”. Lo afferma Alessandro Azzoni, portavoce del Comitato Verità e Giustizia delle vittime del Trivulzio.
“Sono drammatiche le notizie e le testimonianze che continuamente arrivano al Comitato da parenti e personale sanitario di tante Rsa, non solo lombarde. Le testimonianze denunciano che la stessa situazione allarmante ancora in corso al Pio Albergo Trivulzio a Milano è diffusa in tutto il territorio nazionale”. Le situazioni segnalate, “molte delle quali sono oggetto di indagini da parte delle procure, riguardano la mancata garanzia di cure adeguate ai pazienti Covid e in generale ai degenti bisognosi di cure specialistiche o di ricovero ospedaliero, la mancata separazione tra reparti con casi di contagio tra reparti positivi e reparti puliti, la mancata protezione di medici e operatori sanitari, la presenza insufficiente di personale”, spiega in un comunicato.
“È evidente che Regione Lombardia, Ats e i cda delle singole Rsa stanno cercando di nascondere le dimensioni di questo dramma: ancora oggi, quando ormai tutta Italia pensa giustamente alla ripartenza del Paese, non abbiamo ancora numeri certi sui decessi per Covid, sulle ‘morti collaterali’, sui contagiati”, aggiunge. “È urgente che il governo intervenga per rimediare ai danni provocati da quelle delibere regionali che – dopo aver favorito il trasferimento di pazienti Covid dagli ospedali alle Rsa, causando in Italia oltre 7000 decessi accertati (il numero più alto nel mondo, superiore a quello dello Stato di New York) di cui almeno la metà in Lombardia – non garantiscono la sicurezza dei soggetti più fragili, affidati alla custodia delle Rsa e separati dai familiari”.

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