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Coronavirus, Borgognoni (Movimento liberale): “Ricci ride dei ristoratori, cattivo gusto”

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Roma, 11 dic. (Adnkronos) – “Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci “ha sfoderato un sorriso superfluo, c’è poco da ridere, la condizione di alcune categorie, come quella dei ristoratori è estremamente difficile, la sua è stata un’uscita di cattivo gusto”. Lo dice all’AdnKronos, Giulio Borgognoni, manager e tra i fondatori del ‘Movimento Liberale Italiano’, riferendosi all’intervento dell’esponente dem a Mattino 5, su Canale 5, nel quale ha attaccato un ristoratore di Fano, Umberto Carriera, che ha criticato il Dpcm che gli impone la chiusura serale dei suoi locali, parlando di misure di disobbedienza civile.

Nel suo intervento, rivolto al ristoratore, il primo cittadino del Pd, ha fatto riferimento esplicito all’impegno politico di Carriera, tra i soci fondatori, assieme a Borgognoni, del neonato movimento liberale: “Ha detto che vogliamo solo farci pubblicità – replica il manager esperto di comunicazione -. Ci attacca sostenendo che siamo un movimento superfluo, ma in realtà è di un sindaco come lui che non si sente il bisogno. Anche lui – aggiunge Borgognoni – non sta simpatico a molti”.

Borgognoni spiega le finalità del movimento liberale: “Noi – sottolinea all’AdnKronos – siamo scesi in campo per sostenere le categorie più deboli, fare da cassa di risonanza a chi manda un grido di dolore, chi ha, in questo momento, un grande disagio”.

“Ci ispiriamo agli ideali liberali e vogliamo divenire un partito, per questo abbiamo pensato alla raccolta firme, così vedremo se c’era bisogno di un nuovo movimento”, dice ritornando agli attacchi di Ricci. Tra le prossime attività, intanto forme di disubbidienza civile con ristoratori e Ncc: “Sono in grande difficoltà, vogliamo supportarli”.

Il ‘Movimento Liberale Italiano’ è stato presentato mercoledì scorso, presso l’Hotel ‘Alexander Museum’ di Pesaro. Giulio Borgognoni e l’imprenditore Umberto Carriera sono soci fondatori, insieme all’avvocato Riccardo Piergiovanni, il regista Luciano Bottaro e l’imprenditore Lucio Zanotti.

Durante la conferenza, sono state annunciate le prime iniziative del movimento, che si terranno in tutta Italia nei prossimi giorni, in collaborazione con centinaia di ristoratori e commercianti.

La ragione sociale del movimento, è stato ribadito più volte durante la conferenza, è quella di contrapporsi, con azioni di disobbedienza civile e pacifica, alle continue limitazioni imposte dal governo, attraverso Dpcm del tutto arbitrari e anticostituzionali, che da troppo tempo costringono la popolazione ad un regime di “detenzione domiciliare” e di restrizione delle proprie libertà personali che dovrebbero essere, almeno queste, costituzionalmente garantite.

“Vogliamo fungere da cassa di risonanza della voce di tutte quelle categorie che, vessate da regole più scellerate che sbagliate, hanno provato a gridare la propria tragedia ma senza che nessuno li ascoltasse”, ha affermato in quell’occasione Borgognoni. E’ ora di finirla con le manie di protagonismo della classe politica più incompetente della storia della Repubblica che, seppur consapevolmente incapace, approfitta delle condizioni disperate di molte categorie per continuare a portare acqua ad un mulino che purtroppo non gira più da molto tempo; è tempo che qualcuno si scusi e lasci la poltrona a favore di chi, sedendocisi, voglia rappresentare gli Italiani e tutelarli”.

Carriera, il 26 ottobre scorso, è stato il primo ristoratore ad aprire dopo l’orario consentito, le 18, uno dei suoi ristoranti, come manifestazione di protesta contro le restrizioni imposte dai Dpcm, continuando nelle settimane successive, nonostante le numerose sanzioni ricevute, ad aprire le sue attività, ospitando tra gli altri Vittorio Sgarbi allo «Chic» di Fano e all’«Osteria delle Candele» di Pesaro. “Non vogliamo sussidi dallo stato, – chiarisce Carriera – vogliamo lavorare e guadagnare in base alla nostra capacità imprenditoriale. Sento sulla mia pelle il peso degli oltre quaranta dipendenti che ho, di quaranta famiglie senza stipendio e con la cassa integrazione che arriverà chissà quando”.

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