Coronavirus: Albertini, ‘attacchi a Fontana esecrabili, piano Lombardia razionale’
Milano, 16 apr. (Adnkronos) – “E’ chiaro che dal punto di vista della tutela sanitaria la fine dell’emergenza si avrà soltanto quando e se ci sarà un vaccino o un farmaco risolutore, ma ritengo che le modalità con cui la Lombardia ha parlato di una riapertura e le 4 ‘D’ di Attilio Fontana abbiano una loro solidità razionale”. A dirlo è Gabriele Albertini, già senatore ed ex sindaco di Milano, che difende il governatore della Lombardia e la sua giunta da attacchi che definisce “esecrabili”.
Secondo Albertini, “c’è un’altra certezza: tenere chiuse le attività produttive di una Regione che da sola vale circa il 25% del Pil nazionale può significare molto peggio che se questo avvenisse in Molise o in Basilicata”. In questa situazione, dice ancora all’Adnkronos, non c’è un bianco e un nero: “Posso solo dire in quale tonalità di grigio mi identifico e, con tutta la comprensione e la solidarietà nei confronti degli amministratori, mi sembra che la soluzione che si sta profilando sia equilibrata: da un lato si fa attenzione al contenimento del virus, dall’altro si evita lo sfacelo economico”.
Il sistema delle società moderne “è neuronale, è tutto collegato: “Se andiamo avanti così tra qualche mese non ci sono più gli alimentari. Non ci sono mezzi e gli involucri per distribuirli. Dobbiamo assumerci questo rischio con la necessitò di affrontalo, l’alternativa è che tra sei mesi ci sono bande di disperati che attaccano i forni del pane”. Gli attacchi alla Lombardia “li disapprovo con tutta l’energia di cui dispongo, al di là di possibili sottovalutazioni che possono essere state commesse. Se gli errori li hanno fatto anche gli scienziati, da Ilaria Capua a Roberto Burioni, si immagini il decisore politico”. E’ una fase di attacchi “esecrabile, neanche disdicevole. Si possono fare critiche e proporre, ma un altro è aggredire, da irresponsabili”.

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