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Conclave, i preparativi per il voto: i lavori in Cappella Sistina – Video

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(Adnkronos) –
Fervono i preparativi nella Cappella Sistina dove mercoledì 7 maggio 2025 inizierà il Conclave per eleggere il 267esimo Pontefice. La Santa Sede ha diffuso le immagini esclusive della Sistina in trasformazione. Operai e restauratori sono al lavoro per accogliere i 133 cardinali che si riuniranno per scegliere il nuovo Papa.  Prima che sia pronunciato l'Habemus Papam, a sovrastare ogni gesto, silenzio e scelta sarà ancora una volta l'inconfondibile visione di Michelangelo Buonarroti. Tra le opere più visitate e studiate al mondo, gli affreschi realizzati dall'artista fiorentino tra il 1508 e il 1512 per la Cappella Sistina, su incarico di Papa Giulio II, rappresentano non solo un capolavoro del Rinascimento, ma anche uno spazio simbolico in cui arte, fede e storia si intrecciano. In questo luogo, in cui da secoli si compie uno dei riti più significativi della tradizione cattolica, il racconto della Genesi e il Giudizio Universale dialogano quotidianamente con la contemporaneità, offrendo chiavi di lettura sempre nuove. Michelangelo, che si era formato principalmente come scultore, accettò con riluttanza l'incarico papale, nonostante la sua fama fosse già consolidata dopo il completamento del David a Firenze. Il progetto iniziale prevedeva una semplice decorazione con motivi geometrici e figure degli apostoli, ma fu poi trasformato in un ciclo molto più ambizioso: nove scene tratte dalla Genesi, tra cui la celebre "Creazione di Adamo", circondate da profeti, sibille e ignudi. La superficie della volta copre oltre 500 metri quadrati e ospita circa 300 figure. Nonostante le difficoltà tecniche (Michelangelo lavorò spesso in posizione scomoda, su impalcature montate a diversi metri di altezza), il risultato è sorprendente per coerenza narrativa e forza espressiva. L'artista impiegò quattro anni per completare l'opera, introducendo elementi innovativi nella rappresentazione del corpo umano e nello spazio pittorico. Vent'anni più tardi, nel 1536, Papa Paolo III gli commissionò un nuovo affresco per la parete di fondo della cappella: il Giudizio Universale, terminato nel 1541. In quest'opera, Michelangelo adotta un linguaggio più drammatico e cupo rispetto alla volta, riflettendo anche i cambiamenti spirituali e politici dell'epoca, segnati dalla Riforma protestante e dal clima di tensione interna alla Chiesa cattolica. La Cappella Sistina, costruita sotto il pontificato di Sisto IV e inaugurata nel 1483, è parte integrante del Palazzo Apostolico. Oltre alla sua funzione liturgica, è anche il luogo dove si riuniscono i cardinali per il conclave, l’elezione del papa. La presenza degli affreschi di Michelangelo, unita alle decorazioni di altri grandi artisti come Botticelli, Ghirlandaio e Perugino, ha fatto della cappella un importante punto di riferimento culturale oltre che religioso. Tra il 1980 e il 1994, un lungo e complesso restauro ha restituito nuova luce agli affreschi, rivelando colori più brillanti di quanto si fosse immaginato. L'intervento ha anche acceso un dibattito tra storici dell'arte e restauratori sul modo in cui interpretare la volontà originale dell'artista. A oltre cinque secoli dalla sua realizzazione, il ciclo pittorico della Cappella Sistina continua ad attirare studiosi e visitatori da tutto il mondo. L'opera di Michelangelo è ancora oggi oggetto di interpretazioni teologiche, artistiche e culturali. Il suo contributo alla rappresentazione del corpo umano, alla narrazione biblica e alla concezione dello spazio visivo ha influenzato generazioni di artisti e rimane una delle testimonianze più eloquenti della forza espressiva dell'arte. (di Paolo Martini)  —[email protected] (Web Info)

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