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**Clima: a Venezia dal ’50 escalation paurosa acqua alta** (4)

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(Adnkronos) – Francesco Sauro, geologo e speleologo dell’Università di Bologna, in oltre trenta spedizioni, ha esplorato grotte e canyon dal Sud America all’Asia Centrale, guidando team multidisciplinari di ricercatori in alcuni dei più remoti angoli del pianeta. Si è calato nelle grotte di ghiaccio della Groenlandia con l’obbiettivo di capire i meccanismi che portano allo scioglimento della calotta. “Gli scienziati -dice- stanno cercando di capire la velocità con cui i ghiacci si sciolgono. La questione non è se succederà o meno, che si sciolgano è certo. Il problema è quanto ci metteranno”.

Anche Pier Vellinga, professore in Cambiamenti climatici presso la Vrije Universiteit di Amsterdam, é nel board di diversi studi di ricerca e organizzazioni ambientali in Olanda e all’estero ed è impegnato nello studio di sistemi per la difesa di metropoli quali New York, Miami, Saigon. “Se salviamo Venezia, salviamo tutte le città costiere del mondo” assicura.

Per Luca Zaggia, ricercatore del Cnr Igg di Padova che da anni studia le conseguenze degli interventi dell’uomo sull’ambiente naturale della laguna di Venezia, “con l’entrata in funzione del sistema di barriere mobili del progetto Mose finalmente possiamo iniziare a porre rimedio a quegli interventi operati dall’uomo sulla morfologia della laguna”. “Di fronte a un problema così complesso, come quello del continuo innalzamento del livello dei mari, occorre ricordarci che anche questa sarà una soluzione temporanea” avverte infine.

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