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**Clima: a Venezia dal ’50 escalation paurosa acqua alta** (3)

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(Adnkronos) – E a preoccupare per le sorti di Venezia e non solo è l’aumento del livello dei mari. National Geographic ricorda che l’oceano sta crescendo di circa mezzo centimetro l’anno. E questo vale anche per il Mediterraneo e per l’Adriatico. A livello mondiale dovremo fare i conti con una crescita di mezzo metro – 1 metro nei prossimi 50/100 anni. Se l’intera calotta della Groenlandia dovesse sciogliersi, avremmo un aumento del livello dei mari di 7 metri e in piazza San Marco a Venezia l’acqua arriverebbe fino al leone che sovrasta il portale, simbolo stesso della città.

Di Venezia nel documentario parleranno molti esperti come Fantina Madricardo e il suo team del centro di studi marini del Cnr che tengono sotto stretta osservazione lo stato di salute di canali e della banchine. Periodicamente misura l’impatto della navigazione sui fondali della laguna. “Si vedono i solchi dovuti al dragaggio. Soprattutto è interessante vedere come i solchi corrispondo proprio alla corrente delle navi” afferma la ricercatrice.

Anche Antonello Pasini, scienziato del clima del Cnr, docente di Fisica del clima a Roma Tre e di Sostenibilità ambientale – aspetti scientifici all’Università Gregoriana di Roma, guarda a Venezia. Pasini si occupa in particolare di elaborare e applicare modelli matematici nell’ambito dello studio del clima, con lo scopo principale di individuare le cause dei cambiamenti climatici e studiarne gli impatti. “Oggi la scienza ci dice che le cause dei cambiamenti climatici sono soprattutto di origine umana. Questo -osserva lo scienziato- non è un dramma, ma una buona notizia. Perché se fossero naturali non potremmo far altro che difenderci, così invece sappiamo cosa fare, abbiamo tutti gli strumenti e le conoscenze per farlo. Facciamolo. Per Venezia e per il mondo intero”.

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