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Cina, Pechino contro il G7: su Taiwan “calunnie e diffamazioni”

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Taipei, 18 apr. (Adnkronos/Europa Press/Dpa) – Pechino punta il dito contro i ministri degli Esteri del G7 accusati di “calunniare” e “diffamare” il gigante asiatico con le critiche alla politica cinese su Taiwan e le “ampie richieste” sul Mar cinese meridionale. Per il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Wang Wenbin, la “riunione dei ministri degli Esteri del G7 ignora la solenne posizione della Cina e i fatti obiettivi”. “Interferisce in modo flagrante negli affari interni della Cina, che calunnia e diffama in maniera malevola”, ha poi aggiunto.

Così, Wang ha rivelato che Pechino ha presentato una denuncia “ferma” al Giappone, Paese che ha ospitato l’incontro, e ha ribadito che Taiwan “è una parte sacra e inalienabile del territorio cinese”. “Il principio ‘una sola Cina’ è il perno su cui impostare il mantenimento della pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan”, ha affermato.

“Per mantenere la pace nello Stretto di Taiwan, è necessario opporsi chiaramente e fermare ogni attività per l’indipendenza di Taiwan”, ha aggiunto. Quanto alle “questioni di Hong Kong, dello Xinjiang e del Tibet fanno parte delle questioni interne cinesi”. “Nessuna forza esterna sarà autorizzata ad interferire in alcun modo”, ha avvertito.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha anche sottolineato che l’attuale situazione nel Mar cinese meridionale è “generalmente stabile” e ha chiesto alla comunità internazionale di “rispettare gli sforzi dei Paesi della regione per mantenere la pace e la stabilità e fermare le provocazioni volte ad intensificare gli scontri tra le parti”.

Il G7 “non ha il diritto di fare dichiarazioni irresponsabili sulla Cina”, ha aggiunto, chiedendo al gruppo di “pensare ai propri problemi, abbandonare la mentalità da guerra fredda e i pregiudizi ideologici e non ignorare le tendenze generali del mondo”. “Devono smetterla di puntare il dito con condiscendenza contro altri paesi e di interferire negli affari interni di altri stati”.

I ministri degli Esteri dei Paesi membri del G7 avevano manifestato la loro “ferma opposizione a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo ‘status quo’ attraverso la forza o la coercizione” nel caso di Taiwan e riconosciuto l’importanza “di impegnarsi in un dialogo schietto con la Cina e esprimere le preoccupazioni in modo diretto”.

Ministri Esteri G7: “Importante parlare con Cina, ma mostri responsabilità”

I ministri degli Esteri del G7 hanno dichiarato che è importante parlare “con franchezza” di come la Cina sta affrontando questioni critiche come quella di Taiwan e che permane la volontà di cooperare con Pechino per affrontare una serie di sfide comuni. Al termine della riunione di tre giorni a Karuizawa, in Giappone, i rappresentanti delle diplomazie dei Paesi più industrializzati hanno ribadito il loro appello affinché “la Cina agisca come membro responsabile della comunità internazionale”.

“Non esiste una base legale per le ampie rivendicazioni marittime della Cina nel Mar Cinese Meridionale e ci opponiamo alle attività di militarizzazione della Cina nella regione”, hanno affermato i ministri, sottolineando, riguardo le esercitazioni militari cinesi nello Stretto di Taiwan, “l’importanza della pace e della stabilità nell’area, elemento indispensabile per la sicurezza e la prosperità della comunità internazionale”.