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Caterpillar: Fiom-Cgil,’bene accordo, salvaguardati posti lavoro e stipendi’

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Roma, 11 mag. (Adnkronos) – L’accordo sindacale sulla vertenza Caterpillar “è un importante risultato che dimostra il fatto che anche quando una multinazionale decide di chiudere un sito, si possono trovare soluzioni concordate per continuare a lavorare e produrre senza rinunciare a diritto e salario”.

Così Mirco Rota della Fiom-Cgil nazionale e Tiziano Beldomenico, segretario generale Fiom-Cgil Marche sull’intesa definitiva e la conciliazione individuale di oltre 100 lavoratori della vertenza Caterpillar, che nello scorso dicembre aveva deciso la chiusura dello stabilimento di Jesi.

“Dopo diversi mesi di trattativa la vicenda Caterpillar trova una sua positiva conclusione – sottolineano – il sito di Jesi continuerà ad essere un sito industriale con produzioni diverse ma comunque in grado di salvaguardare tutti i posti di lavoro e in futuro di prospettare la possibilità di altre assunzioni. Lavoratori a cui è stato salvaguardato quasi tutto il loro stipendio maturato negli anni nonché i diritti normativi pregressi”. Un risultato reso possibile grazie alla mobilitazione dei lavoratori e al lavoro svolto dal ministero dello Sviluppo economico garantendo così “continuità produttiva e occupazionale dei lavoratori attraverso l’individuazione di un soggetto industriale, la società Imr-Industriale Sud, società operante nel settore automotive, con diversi stabilimenti sia in Italia che in Europa”, spiegano.

L’operazione, definita attraverso un accordo sindacale garantirà attraverso l’avvio del nuovo progetto industriale a decorrere da giugno e garantisce la piena salvaguardia occupazionale per tutti i lavoratori Caterpillar che volontariamente decideranno di passare alla società Imr, nonché il diritto di precedenza per coloro che erano occupati con un contratto di lavoro in staff leasing.

L’accordo prevede inoltre, tra i vari aspetti, il mantenimento del Ccnl dell’industria metalmeccanica; il passaggio dei lavoratori alla nuova società Imr senza soluzione dì continuità con il mantenimento dell’anzianità maturata ai fini contrattuali e di legge (mantenimento dell’art. 18 in materia di licenziamento); il mantenimento del livello di inquadramento e degli scatti di anzianità maturati; il riconoscimento di un importo pari a 7.500 euro a seguito della conciliazione individuale; il mantenimento del servizio mensa alle precedenti condizioni economiche previste; la corresponsione del Tfr maturato; la definizione di un nuovo premio di risultato il cui importo non potrà essere inferiore a 1.500 euro annui. Inoltre l’accordo prevede una sorta di penale qualora Imr non dovesse realizzare gli impegni assunti con il riconoscimento nei confronti dei lavoratori da un minimo di 6 mensilità (in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo) fino ad un massimo di 30 mensilità.

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