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Calcio: Santoro (giurista), ‘inopportuno penalizzare Juventus in questa stagione’

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Roma, 19 mag. (Adnkronos) – “L’attinenza tra lealtà sportiva e plusvalenze nel caso Juventus è un punto dubbio della possibile condanna del club, perché la norma dell’art.4 del codice di giustizia sportiva è dal punto di vista tecnico l’equivalente di una norma penale in bianco, cioè di una norma incriminatrice alla quale in ipotesi si dovrebbe ricondurre ogni fattispecie ritenuta criminosa indipendentemente da una preventiva previsione di legge o, nel caso della giustizia sportiva, di regolamento”. Lo dice il giurista Sergio Santoro, magistrato e già Presidente aggiunto del Consiglio di Stato e della Corte Federale della Figc nel blog di Ercole Fragasso.

“Non va trascurato che nell’ordinamento della Figc manca una previa individuazione delle cosiddette plusvalenze e del loro carattere presuntivamente illecito, il che potrebbe valere come esimente per chiunque possa essere indagato per avere commesso un illecito sportivo attraverso un presunto uso illecito delle plusvalenze nei contratti riguardanti i trasferimenti dei giocatori”, aggiunge. “È ovvio che è assolutamente inopportuno penalizzare il club in questa stagione sportiva -prosegue il giurista- e ciò per una serie di motivi intuibili che è inutile ripetere: tuttavia questo aspetto, in mancanza di un’impugnativa dinanzi alla giustizia amministrativa, sembra soggetto al giudicato, cioè in altre parole non più modificabile perché stabilito dalla sentenza della Corte Federale e non oggetto di riforma da parte del collegio di garanzia”.

“Il concetto di sentenza afflittiva è del tutto inadeguato al sistema attuale nel quale il principio guida sul tema è che la pena deve essere rieducativa, cioè deve tendere a prevenire per il futuro i fenomeni contestati: ora, premesso che il caso delle plusvalenze e del loro presunto carattere illecito si presenta per la prima volta all’esame della giustizia sportiva, oltretutto in mancanza di una preventiva disciplina che è stata inopportunamente omessa dagli organi Figc, non può non concludersi che la Corte federale dovrebbe dare atto della insussistenza di dolo o colpa grave nel comportamento del club che possa avere determinato eventuali o presunte plusvalenze”.

“Proprio per quanto ho detto nella risposta precedente ritengo che su una questione così nuova per giunta non disciplinata preventivamente dal Coni o dalla Figc -prosegue Santoro- non possa usarsi il pugno duro che è stato viceversa applicato dalla Corte Federale in un impeto di giustizia iconoclasta. Se la Juve giocherà le Coppe la prossima stagione? Dipende dalle sue stesse scelte di adire o meno la giustizia amministrativa ed ottenere l’annullamento delle decisioni sinora intervenute”, prosegue Santono che sul caso stipendi aggiunge “è ancor più eloquente: in materia contrattuale di rapporti di lavoro nell’ambito delle federazioni sportive, l’autonomia privata, quale prevista nella normativa statale, prevale sulla disciplina regolamentare eventualmente imposta dall’ordinamento sportivo, come confermato dall’art. 3 primo comma del D.L. 220 del 2003, secondo cui resta ferma la giurisdizione del giudice ordinario sui rapporti patrimoniali tra società, associazioni e atleti”.

“Il che sta a significare che non solo vi è in materia una riserva di giurisdizione del Giudice ordinario, ma anche che sulla stessa materia prevale l’autonomia privata delle parti su ogni difforme previsione disposta nell’ambito dell’ordinamento sportivo dalle singole federazioni (vedi il caso delle “side letters” negli accordi stipendiali). Uno dei nodi non sciolti dalle sentenze che finora sono intervenute sul caso Juventus è quello della compartecipazione ai presunti illeciti delle altre società: non è intuitivamente possibile che a quegli ipotetici illeciti non abbiano partecipato altri club nello scambio dei giocatori”.

“Squadre italiane in buona salute? Anche qui l’apparenza inganna: il calcio italiano è drogato da un eccesso di giocatori stranieri, il che attenua le performance della nazionale, e i risultati si vedono nelle ripetute mancate qualificazioni ai mondiali, che penalizzano l’immagine all’estero dell’Italia, con intuibili svantaggi per l’economia nazionale”, conclude Sergio Santoro.