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Calcio: Di Lorenzo, ‘questo Napoli mi ricorda l’Italia dell’Europeo’

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Firenze, 21 mar. – (Adnkronos) – C’era una volta Giovannino, un bambino timido e riservato che sognava di diventare un calciatore. Nel centro sportivo di Valdottavo, piccola frazione in provincia di Lucca, era il più alto di tutti. E il più forte. Inizia così una ventina di anni fa la favola di Giovanni Di Lorenzo, oggi uno dei migliori terzini in circolazione e capitano di un Napoli che marcia spedito verso il suo terzo scudetto. “Sono cresciuto molto in questi anni – dichiara in conferenza stampa dal raduno di Coverciano – mi sento migliorato in tanti aspetti. Giocare in una grande squadra aiuta perché ti confronti con giocatori forti e contro avversari forti. Il ruolo del terzino negli ultimi anni si è evoluto, spesso siamo i primi registi della squadra”. Essere duttili è un obbligo: “Nel 3-5-2 posso fare sia il terzo di difesa che il quinto di centrocampo”.

Pochi giorni fa ‘Giovannino’ ha confessato di avere i brividi al solo pensiero di poter essere accostato ad un certo Diego Armando Maradona, finora unico capitano nella storia del club partenopeo ad essersi laureato Campione d’Italia. Intanto giovedì, nello stadio intitolato al leggendario ‘Pibe de Oro’, ritroverà quei tifosi che domenica dopo domenica vedono sempre più vicina la linea del traguardo. Per la sfida con l’Inghilterra sono già stati staccati 37.500 biglietti: “Mi auguro che ci sia la stessa partecipazione che c’è quando gioca il Napoli, conosco la passione che trasmette quella gente, so come ci possono aiutare in termini di spinta. Giocare con l’Italia al Maradona sarà speciale”.

Alla base della straordinaria stagione del Napoli c’è lo stesso ingrediente che ha portato la Nazionale sul tetto d’Europa: “Oltre al gioco che esprimiamo ci divertiamo in campo. Era così anche con la Nazionale dell’Europeo, poi qualche risultato ci ha fatto perdere la spensieratezza. Dobbiamo ritrovare questo, giocare insieme e con entusiasmo. Voglio portare un po’ del Napoli in questa Nazionale”. Tra Spalletti e Mancini non mancano i punti di contatto: “Entrambi non stanno a guardare i nomi, con loro gioca chi merita”.

All’Inghilterra è legato il suo più bel ricordo in Nazionale, con cui ha esordito nell’ottobre 2019 arrivando a collezionare 25 presenze (e 3 gol), compresa quella nella finalissima di Wembley. Rispetto al trionfo Europeo, Di Lorenzo non vede un’Italia più debole: “Il gruppo è un po’ cambiato, ma abbiamo giocatori di grande qualità, con una mentalità importante. L’Inghilterra è una grande squadra, l’ultima volta a San Siro abbiamo vinto giocando un’ottima partita. Dovremo dare tutti il massimo”.

Nelle giovanili Di Lorenzo ha giocato anche da attaccante, tanto da meritarsi il soprannome di ‘Batigol’. Oggi un altro bomber argentino di nascita come Batistuta, ma con il passaporto italiano, è stato chiamato da Mancini per rinforzare un reparto orfano di Immobile e Raspadori: “Retegui si è presentato bene, avremo altri giorni per conoscerci meglio. Al di là delle qualità tecniche, si vede che è un ragazzo perbene e l’abbiamo subito messo a suo agio”. Il pensiero va poi a Gianluca Vialli: “Ci manca. Ci ha lasciato qualcosa di bello, era profondo nelle parole che usava. Quella di giovedì sarà la prima gara senza di lui e abbiamo un dovere in più, per lui dovremo mettere ancora più impegno”.