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Brescia, donna fatta a pezzi e gettata in sacchi neri: confessa vicino casa

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(Adnkronos) – Ha ucciso una donna, ha messo il corpo in un congelatore, poi l’ha fatto a pezzi e gettato in un dirupo. I Carabinieri del Comando provinciale di Brescia e della Compagnia di Breno hanno fermato un 43enne residente nel milanese per i reati di omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. Nella notte l’uomo ha confessato l’omicidio e l’occultamento del cadavere, avvenuto a gennaio 2022.

Il provvedimento è giunto al termine di serrate indagini condotte da Procura e Carabinieri dopo il ritrovamento, avvenuto il 20 marzo scorso, del corpo di una donna fatto a pezzi e gettato in un dirupo nelle montagne di Borno, in Valcamonica. Il ritrovamento è avvenuto grazie a un cittadino del luogo che, accortosi della presenza di quattro bustoni neri, utilizzati per la spazzatura, ne aveva aperto uno, rinvenendo pezzi di cadavere umano e in particolare, tra i pochi identificabili, una mano di donna.

I carabinieri hanno avviato subito le indagini, rese molto difficili dalla totale assenza di elementi utili all’identificazione della vittima. Così hanno deciso di pubblicare un comunicato nel quale hanno descritto alcuni tatuaggi ancora parzialmente visibili sul corpo della donna. La divulgazione del particolare ha consentito ad alcune persone – anche residenti in altre regioni – di mettersi in contatto con i militari per comunicare loro che quei tatuaggi potevano appartenere ad una donna molto conosciuta negli ambienti del cinema porno.

Identificata la donna, è stato appurato che la sua auto era transitata domenica 20 marzo scorso, proprio in territorio di Borno, condotta da un uomo che a sua volta era risultato avere la disponibilità della auto. Nella giornata di ieri quest’uomo, amico e vicino di casa della vittima, si è presentato ai carabinieri per fornire informazioni circa la donna scomparsa, offrendo circostanze che subito si rivelavano contraddette dalle emergenze investigative fino a quel momento acquisite. Il magistrato ed i carabinieri, che nel frattempo avevano raccolto elementi che collocavano l’uomo in territorio di Borno la mattina di domenica 20, hanno sottoposto il 43enne a una serie di contestazioni, anche in sede di formale interrogatorio, svoltosi nel corso della notte alla presenza del difensore.

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