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Basket: Nba, Holmgren in campo dopo 11 mesi, 15 punti e 4 stoppate super in Summer League

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Las Vegas, 3 lug. – (Adnkronos) – Un infortunio al piede destro ci ha privati nella scorsa stagione della seconda scelta assoluta al Draft, ma ora Chet Holmgren è pronto a mostrare a tutti di che pasta è fatto. Il lungo degli Oklahoma City Thunder è tornato in campo a 11 mesi di distanza dalla frattura al piede subita durante una partita pro-am a Seattle difendendo contro LeBron James, e nella vittoria per 95-85 dei suoi Thunder sugli Utah Jazz alla Summer League di Salt Lake City ha mostrato sia un po’ di comprensibile ruggine che alcuni lampi del suo particolarissimo repertorio.

La ruggine si è vista soprattutto nel primo quarto, durante il quale non ha segnato neanche un punto, ha sbagliato un paio di tiri facili (uno anche senza arrivare al ferro) e si è palleggiato su un piede perdendo il pallone malamente; già nel secondo quarto la musica è cambiata segnando 10 dei suoi 15 punti finali, tra cui un canestro splendido con un up-and-under di mano sinistra dopo aver palleggiato incrociando in mezzo alle gambe (bisogna ricordare che stiamo parlando di un giocatore di 2.13) e uno in avvicinamento a canestro resistendo al contatto avversario sempre chiudendo con la mano debole.

Il meglio però si è visto in difesa, dove oltre a 9 rimbalzi Holmgren ha messo in mostra le sue sensazionali doti di protettore del ferro, stoppando 4 conclusioni avversarie di cui ben tre usando entrambe le mani arrivando dal lato debole, tra cui una su Keyonte George (16^ scelta assoluta all’ultimo Draft) facendo rimbalzare il pallone sul terreno di gioco, quasi più da centrale di pallavolo che da giocatore di basket. I Thunder hanno vinto grazie ai 21 punti in 21 minuti di Jalen Williams e i 20 di Tre Mann, autore anche lui di una schiacciata sensazionale nel corso del match.

Dopo la partita Holmgren ha fatto il punto sulle sue condizioni dopo il nuovo debutto con i Thunder. “L’ultima cosa che volevo era andare in campo ed essere timido, perciò ho cercato di essere subito aggressivo e avere un impatto. Ovviamente quando lo fai puoi commettere degli errori, fa parte del gioco. Che tu abbia giocato 100 partite in fila o saltato l’intero anno, gli errori ci saranno sempre e bisogna imparare. Il piede sta alla grande: è come se l’infortunio non fosse mai accaduto. A questo punto non ho più memoria di quanto accaduto, non si direbbe che sia successo se non per la cicatrice dovuta all’operazione. Ma dal punto di vista della condizione fisica ci sono milioni di ostacoli da dover superare. Non giocare per un anno è un test molto, molto duro”.

Di sicuro però ai suoi compagni di squadra non dispiace avere alle spalle uno stoppatore del genere: “Rende la protezione dell’area molto semplice” ha detto Jalen Williams, secondo miglior rookie della passata stagione alle spalle di Paolo Banchero. “Dà a tutti molta più fiducia per stare vicini al proprio uomo. Sa benissimo come muoversi là sotto per arrivare ad aiutare e ci permette di muoverci molto di più in difesa”.