**Auto: Crisci (Unrae), ‘price cap incentivi distorce mercato, così non si aiuta filiera italiana’**
Roma, 12 apr. – (Adnkronos) – Degli eco-incentivi per l’acquisto di nuove auto ‘pulite’ “ne apprezziamo la ‘visione’ triennale, ma osserviamo che il ‘price cap’ distorce la concorrenza in modo ingiustificato”. Lo sottolinea all’Adnkronos Michele Crisci, presidente Unrae, l’Associazione delle Case automobilistiche estere che operano nel nostro paese, osservando che “va bene aiutare la filiera italiana, ma bisogna farlo dal punto di vista produttivo, di riconversione industriale, di acquisizione di produttività e di mantenimento di impianti”. Fissare un tetto – 35 mila euro più Iva per le auto 100% elettriche, 45 mila per le plug-in ibride – “rivela una visione di breve termine” tanto più che – ricorda – nonostante un contributo che può arrivare a 5 mila euro (in caso di rottamazione) “gli incentivi sono sempre a somma positiva per lo Stato” per gli incassi legati a Iva, bollo, Ipt.
Fra le criticità dei nuovi bonus Crisci evidenzia anche il nodo del limite dei 180 giorni che debbono intercorrere dalla prenotazione del contributo all’immatricolazione della vettura. “Se un cliente sigla un contratto con gli incentivi e l’auto non arriva entro 180 giorni si perdono questi benefici, e quindi il cliente ha il diritto di recesso” ricorda il presidente Unrae : per questo gli operatori chiedono “di portare tale limite a 360 giorni” anche per i noti problemi di produzione (dalla carenza di chip alle possibili distorsioni legate alla guerra in Ucraina).
D’altronde, conclude Crisci, “se c’è un budget è perché deve essere speso: per questo mi auguro che ci sia da parte del governo la consapevolezza e la sensibilità necessaria per allungare questo termine”.

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